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Società e costume
4 Giugno 2019

Il doodle di Google dedicato al Gay Pride

Perché giugno è il mese del Pride e perché questa parola oggi ha ancora tanto significato

Ormai da molti anni giugno è, tra le altre cose, il mese del Pride: cioè il mese nel quale in tantissimi paesi del mondo si ricordano le rivolte di Stonewall del 1969 e si celebrano le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender, i loro diritti e il loro contributo alla società e al mondo. 

In onore del Pride”, dice per questo motivo il testo associato da Google al doodle presente oggi sulla homepage del motore di ricerca, al posto del solito logo. Lo stesso doodle di Google racconta una storia che comincia con Stonewall e i fatti del 1969.

I Pride sono anche un ricordo di tutte le persone che hanno marciato nel recente passato e il simbolo del percorso che è stato fatto nel mondo per raggiungere alcuni obiettivi.

E per quanto riguarda gli eterosessuali perplessi sui Pride, quelli che la definiscono “eccesso” o “carnevalata” vorrei far notare che le parole “diversità” e “divertente” hanno la stessa etimologia: celebrare la propria diversità quindi può essere divertente; e prima ancora del “perché?” bisognerebbe porsi la domanda opposta: “perché no?

Ciascuno di noi semplicemente può fermarsi a pensare a come ci si possa sentire a marciare attraverso una città esprimendo liberamente chi si è, chi si ama e ciò che si desidera senza alcuna paura, quando non è possibile farlo allo stesso modo negli altri giorni.

Avere un sostegno pubblico molto ampio e trasversale è fondamentale.

Non bisogna essere gay per volere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, come non bisogna essere donne per volere una legge contro la violenza.

Ecco che così, improvvisamente, si capisce come una semplice parata possa significare molto di più per le persone che vi partecipano e anche per tutti gli altri.

 

Silvia Carboni