
Il Movimento 5 Stelle torna a puntare sul sostegno al reddito e propone una nuova versione del Reddito di cittadinanza. Il progetto, indicato come “Reddito 2.0”, rientra nel percorso programmatico concluso con Nova, l’evento che il 19 e 20 settembre ha riunito a Milano le proposte destinate al confronto per la costruzione del programma di una futura coalizione progressista.
L’idea è quella di modificare profondamente l’attuale sistema di contrasto alla povertà, oggi imperniato sull’Assegno di inclusione e sul Supporto per la formazione e il lavoro. Il M5S punta in particolare ad allargare la platea anche alle persone in età lavorativa che non possiedono i requisiti familiari necessari per accedere all’Adi.
Il progetto individua una soglia reddituale di riferimento pari a 6.500 euro all’anno, alla quale potrebbe sommarsi un contributo fino a 3.640 euro per sostenere le spese dell’affitto o del mutuo.
Uno dei punti centrali riguarda i cosiddetti “occupabili”, cioè le persone considerate nelle condizioni di lavorare ma che non rientrano nella platea ordinaria dell’Assegno di inclusione. Secondo le stime indicate dal Movimento, sarebbero circa 580 mila. Anche per loro verrebbe previsto un sostegno economico, accompagnato però da obblighi finalizzati all’inserimento lavorativo.

Chi ricevesse il beneficio dovrebbe partecipare per almeno otto ore alla settimana ai Progetti utili alla collettività organizzati dai Comuni. Allo stesso tempo sarebbe necessario intraprendere un percorso di formazione e ricerca del lavoro con il coinvolgimento dei centri per l’impiego, delle agenzie private e delle aziende.
Una parte rilevante della proposta riguarda proprio le imprese. Nel caso in cui, dopo una fase iniziale, un’azienda decidesse di assumere stabilmente un beneficiario, potrebbe ottenere uno sgravio contributivo corrispondente a 12 mensilità del Reddito 2.0. Il meccanismo, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe rendere più conveniente trasformare il sostegno economico in un ingresso stabile nel mercato del lavoro.
Il progetto prevede inoltre una presa in carico obbligatoria dei beneficiari e un rafforzamento delle politiche attive. Per gli occupabili viene prospettato l’inserimento nel programma Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, insieme alla pubblicazione del proprio profilo professionale sul Siisl, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa.

Anche le imprese beneficiarie di incentivi pubblici sarebbero coinvolte nel nuovo sistema: dovrebbero rendere disponibili sulla piattaforma le proprie offerte di lavoro, suddivise territorialmente e per settore. Alle agenzie per il lavoro verrebbe invece riconosciuto un incentivo pari a una mensilità del nuovo sostegno per ogni beneficiario accompagnato effettivamente verso un’occupazione.
Il “Reddito 2.0”, dunque, non è una nuova prestazione già in vigore né una legge approvata dal Parlamento. È una proposta programmatica del Movimento 5 Stelle inserita nel percorso di Nova. La consultazione degli iscritti sulle proposte si è conclusa il 20 settembre e il Movimento ha annunciato l’intenzione di portare i contenuti emersi al confronto con le altre forze della coalizione progressista per la definizione del programma dei prossimi anni.
@Redazione Sintony News