
Dai social alla politica. Fabrizio Corona lancia “Per la Verità”, il movimento con il quale punta a trasformare la vasta comunità costruita negli ultimi anni sul web in un progetto politico. L’annuncio è arrivato durante una puntata di Falsissimo, il format diffuso attraverso i suoi canali digitali: un video di circa 24 minuti nel quale l’ex agente fotografico ha mostrato anche il simbolo della nuova formazione e delineato le prime idee del programma.
Corona definisce il movimento “liberale e antisistema” e non nasconde l’ambizione di raccogliere il consenso di chi non si riconosce nei partiti tradizionali. Nel presentare il progetto si è paragonato direttamente a Silvio Berlusconi, definendosi il suo successore in una versione più giovane e trasgressiva. Ha inoltre rivolto critiche sia al governo guidato da Giorgia Meloni sia, più in generale, alla classe politica di destra, centro e sinistra.
Le prime proposte annunciate compongono un programma che attraversa temi molto diversi. Corona ha parlato della legalizzazione delle droghe e della prostituzione, sostenendo che entrambe potrebbero diventare attività regolamentate e generare entrate per lo Stato. Ha affrontato anche il tema dell’immigrazione, proponendo una linea restrittiva nei confronti degli stranieri irregolari e di chi commette reati.
Nel mirino anche la sanità, con una critica alle lunghe liste d’attesa, e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, soprattutto quando le nuove tecnologie finiscono per sostituire il lavoro umano. Tra i temi indicati dalle fonti che hanno ricostruito il programma figurano inoltre tassazione e regolamentazione delle grandi piattaforme tecnologiche.
C’è però un ostacolo determinante alla discesa in campo personale dell’ex agente fotografico: Corona non può candidarsi né essere eletto. La ragione risale alla condanna definitiva per l’estorsione ai danni dell’ex calciatore della Juventus David Trezeguet. Nel 2013 la Cassazione confermò la pena a cinque anni di reclusione e, tra le pene accessorie, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Quest’ultima comporta anche la perdita del diritto di elettorato e di eleggibilità.
La questione era già emersa nel 2023, quando Corona aveva annunciato l’intenzione di candidarsi al Consiglio comunale di Catania con il Movimento popolare catanese a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Lipera. Il suo nome non entrò poi nelle liste proprio a causa dell’interdizione.
Il vincolo non gli impedisce però di fondare e guidare un movimento politico, elaborarne il programma e partecipare alla campagna elettorale. “Per la Verità” potrebbe quindi presentare propri candidati, ma il suo fondatore, allo stato attuale, non potrebbe essere uno di loro.
Resta ora da capire se l’annuncio rimarrà soprattutto un’operazione legata all’universo mediatico costruito attorno a Falsissimo oppure se il movimento assumerà una struttura politica vera e propria. Corona, intanto, ha indicato chiaramente il primo obiettivo: misurare quanto della sua popolarità online possa trasformarsi in consenso elettorale.
@Redazione Sintony News