
Più sicurezza a scuola, durante una gita o mentre si pratica sport, senza lasciare alle famiglie il peso di gestire da sole ogni situazione. La Sardegna approva la prima legge regionale in Italia interamente dedicata ai bambini e agli adolescenti con diabete di tipo 1, introducendo un sistema organizzato di assistenza che punta ad accompagnare i minori anche fuori dagli ambulatori e dagli ospedali.
Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio regionale istituisce una rete regionale della diabetologia pediatrica, affiancata da un Centro di riferimento, un Registro regionale, un Osservatorio e un sistema permanente di monitoraggio.
Uno degli aspetti centrali riguarda però la quotidianità dei bambini e dei ragazzi. La legge prevede infatti percorsi di formazione per insegnanti, personale scolastico, educatori e operatori sportivi, affinché siano in grado di gestire correttamente le esigenze legate alla patologia e di intervenire in sicurezza in caso di ipoglicemia o iperglicemia.
L’obiettivo è creare condizioni che consentano ai minori con diabete di tipo 1 di partecipare pienamente alla vita scolastica e sociale, comprese l’attività fisica e le uscite didattiche, riducendo difficoltà organizzative e timori che possono pesare sulle famiglie.
L’approvazione arriva dopo un percorso iniziato nel 2019 dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Michele Ciusa, attraverso il confronto con medici, associazioni e pazienti e diverse iniziative dedicate alla diabetologia.
«In questi anni abbiamo lavorato sull’accesso a sensori e microinfusori, sulla cartella diabetologica informatizzata, sulla rete diabetologica regionale, sulla prevenzione e sulla cura del piede diabetico – spiega Ciusa –. Da questo lavoro nasce anche la legge approvata oggi, che porta l’attenzione sui bambini e sulla loro vita quotidiana».
Il principio alla base del provvedimento è che la gestione del diabete non possa fermarsi alle strutture sanitarie. Per un bambino la giornata trascorre per molte ore a scuola, nelle palestre, nei campi sportivi e nelle attività extrascolastiche. Da qui la scelta di coinvolgere e preparare anche le persone che quotidianamente si trovano accanto ai ragazzi.
«L’obiettivo è che nessun bambino con diabete debba rinunciare a frequentare serenamente la scuola, praticare sport o partecipare a una gita perché manca un’organizzazione capace di garantirgli assistenza e sicurezza – conclude Ciusa –. Oggi trasformiamo anni di lavoro in una tutela concreta per i ragazzi e per le loro famiglie».
Con la nuova legge la Sardegna punta dunque a costruire un modello che affianchi alla presa in carico sanitaria anche una rete di protezione nella vita di tutti i giorni, cercando di garantire ai bambini e agli adolescenti con diabete di tipo 1 le stesse opportunità dei loro coetanei.
@Redazione Sintony News