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12 Giugno 2026

El Niño è ufficialmente tornato: gli esperti temono un nuovo picco del caldo globale

La conferma arriva dalla Noaa statunitense. Cresce la possibilità di un evento tra i più intensi dal 1950, mentre Onu e climatologi invitano alla prudenza ma avvertono sui possibili effetti su clima, economia e sicurezza alimentare

Dopo settimane di previsioni e avvertimenti da parte della comunità scientifica, arriva la conferma ufficiale: il fenomeno climatico di El Niño è tornato. A certificarlo è la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) degli Stati Uniti, che segnala come il riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale abbia ormai innescato le condizioni tipiche dell’evento atmosferico.

Secondo gli esperti americani, il nuovo El Niño potrebbe avere un impatto significativo sulle temperature globali già nei prossimi mesi, con la possibilità che il 2026 e il 2027 registrino nuovi record di caldo. Le conseguenze potrebbero estendersi ben oltre l’ambito meteorologico, influenzando la produzione agricola, la disponibilità di cibo e l’andamento dell’economia in diverse aree del pianeta.

Gli scienziati della Noaa hanno evidenziato come, nell’ultimo mese, le temperature superficiali del mare nel Pacifico centrale e orientale siano risultate superiori alla media. A questo si aggiunge una modifica nella circolazione dei venti sopra l’oceano, elemento che indica come anche l’atmosfera stia ormai rispondendo al riscaldamento delle acque.

Il ritorno di El Niño nel 2026 potrebbe farci vivere temperature record (e  notti tropicali in Italia) - greenMe

L’intensità di El Niño viene valutata in base all’anomalia delle temperature superficiali del mare in una specifica area del Pacifico. Un incremento superiore a 1,5 gradi rispetto alla media identifica un evento forte, mentre oltre i 2 gradi si parla di un episodio molto intenso. Le ultime stime della Noaa indicano una probabilità del 63% che, tra novembre e gennaio, il fenomeno raggiunga livelli tali da collocarsi tra i più potenti osservati dal 1950 a oggi.

Nonostante le previsioni, la comunità scientifica invita a non trarre conclusioni affrettate. Gli specialisti sottolineano che anche gli episodi più intensi non producono necessariamente gli stessi effetti in tutte le regioni del mondo, pur aumentando la probabilità che si verifichino condizioni climatiche estreme.

Nei giorni scorsi anche le Nazioni Unite avevano lanciato un nuovo allarme. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), il ritorno di El Niño comporterà un aumento delle temperature globali e una modifica dei regimi delle precipitazioni, con possibili ripercussioni su numerose aree del pianeta.

L’ultimo episodio di El Niño, sviluppatosi tra il 2023 e il 2024, è stato classificato tra i cinque più forti mai registrati e ha contribuito in maniera significativa al caldo eccezionale osservato nel 2024, anno che ha stabilito nuovi record a livello globale.

 

 

@Redazione Sintony News