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12 Giugno 2026

Lavoro, cresce l’occupazione ma aumentano gli inattivi: il traino arriva dagli autonomi

I dati Istat del primo trimestre 2026 mostrano un lieve aumento degli occupati e un forte calo della disoccupazione. In crescita il costo del lavoro, mentre diminuisce il ricorso alla cassa integrazione

Segnali positivi dal mercato del lavoro italiano nel primo trimestre del 2026, anche se accompagnati da alcune dinamiche che evidenziano elementi di fragilità. Secondo i dati diffusi dall’Istat, gli occupati hanno raggiunto quota 24 milioni e 207 mila, con un incremento di 67 mila unità rispetto agli ultimi tre mesi del 2025.

La crescita è stata sostenuta soprattutto dal lavoro autonomo, aumentato di 72 mila unità (+1,4%), e in misura minore dai dipendenti a termine (+9 mila). In lieve flessione, invece, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, diminuiti di 13 mila unità.

Parallelamente prosegue la riduzione della disoccupazione. Nel confronto con il trimestre precedente, le persone in cerca di lavoro sono diminuite di 110 mila unità (-7,6%), portando il tasso di disoccupazione al 5,3%, in calo di quattro decimi di punto. Sale invece il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, cresciuti di 44 mila unità, con il tasso di inattività che si attesta al 33,7%.

Anche nel confronto con lo stesso periodo del 2025 il numero degli occupati continua ad aumentare, seppure a un ritmo più contenuto rispetto ai trimestri precedenti. Su base annua si registrano 50 mila lavoratori in più (+0,2%), una crescita dovuta esclusivamente agli autonomi, aumentati del 4,7%. In diminuzione, invece, sia i dipendenti a termine (-4,2%) sia quelli a tempo indeterminato (-0,5%).

Più marcato il calo della disoccupazione rispetto a un anno fa: i disoccupati sono diminuiti di 394 mila unità (-22,4%), mentre gli inattivi sono aumentati di 320 mila persone (+2,6%). Il tasso di occupazione si è attestato al 62,5%, quello di disoccupazione al 5,4%, mentre il tasso di inattività ha raggiunto il 33,8%.

Dal lato delle imprese prosegue la crescita delle posizioni lavorative dipendenti. Nel primo trimestre dell’anno l’incremento è stato dello 0,5%, interessando sia i contratti a tempo pieno sia quelli part-time. La quota del lavoro a tempo parziale si riduce leggermente e si attesta al 28,8%.

In rallentamento il lavoro in somministrazione, che registra una flessione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre continua a crescere il lavoro intermittente (+3,1%), dinamica confermata anche nel confronto con il 2025, quando l’aumento raggiunge l’8,7%.

Le ore lavorate per dipendente mostrano una lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (-0,3%), ma risultano in crescita su base annua. Continua inoltre a ridursi il ricorso alla cassa integrazione, scesa a 7,7 ore ogni mille ore lavorate.

In diminuzione anche il tasso dei posti vacanti, fermo all’1,7%, segnale di una minore domanda di personale da parte delle imprese.

Sul fronte dei costi, l’Istat rileva un aumento del costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno pari all’1,2% rispetto al trimestre precedente. La crescita riguarda sia le retribuzioni sia i contributi sociali. Su base annua il costo del lavoro aumenta del 3%, con i contributi sociali che crescono più rapidamente delle retribuzioni.

 

 

 

@Redazione Sintony News