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12 Giugno 2026

Affitti in corsa, salari fermi: Cagliari tra le città italiane dove il peso della casa cresce di più

Secondo l’analisi di CNA sui dati dell’Agenzia delle Entrate, il capoluogo sardo è al 18° posto in Italia per aumento dei canoni dal 2019. Per un lavoratore medio quasi il 40% dello stipendio viene assorbito dall’affitto

Il costo degli affitti continua a crescere molto più rapidamente dei redditi da lavoro e anche la Sardegna risente sempre di più di questo squilibrio. È quanto emerge dall’analisi realizzata da CNA nazionale sulla base dei dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dell’andamento delle retribuzioni negli ultimi anni.

Nei 109 capoluoghi di provincia esaminati, i canoni di locazione per un appartamento di circa 70 metri quadrati sono aumentati in misura compresa tra il 17% e quasi il 50%, mentre gli stipendi netti hanno registrato incrementi decisamente più contenuti, tra il 7% e il 15%. Una dinamica che, secondo l’associazione degli artigiani, sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e rendendo sempre più difficile l’accesso alla casa, soprattutto per i giovani e per chi si sposta per lavoro.

Tra le città sarde, il caso più evidente è quello di Cagliari. Nel capoluogo il canone medio mensile per un appartamento standard ha raggiunto gli 800 euro, con un incremento del 31,1% rispetto al 2019. Un dato che colloca la città al 18° posto nella graduatoria nazionale degli aumenti, davanti a centri come Trieste, Ancona e Genova.

L’impatto sui bilanci delle famiglie è significativo: con uno stipendio netto medio di circa 2.100 euro, l’affitto assorbe il 38,1% del reddito mensile. In pratica, dopo il pagamento della casa restano meno di 1.300 euro per sostenere tutte le altre spese, dai servizi essenziali ai trasporti, fino all’alimentazione e alla sanità.

La tendenza riguarda però l’intera isola. A Sassari i canoni sono aumentati del 20,8%, raggiungendo una media di 640 euro al mese e incidendo per circa il 36% sul reddito. Incrementi analoghi si registrano a Nuoro (+19,6%), Oristano (+19,8%) e nel territorio del Sud Sardegna (+20%), con canoni compresi tra 540 e 550 euro mensili. In tutti i casi, l’aumento degli affitti ha superato quello delle retribuzioni di oltre dieci punti percentuali.

Per il presidente di CNA Sardegna, Luigi Tomasi, il caro-affitti non rappresenta soltanto una questione sociale ma anche un ostacolo alla crescita economica. «Il problema della casa non è lontano dalle nostre imprese: è dentro di esse. Quando un artigiano non riesce ad assumere il lavoratore di cui ha bisogno perché il costo dell’affitto è troppo elevato, oppure quando un giovane rinuncia a un’opportunità professionale perché il guadagno viene assorbito dall’alloggio, il caro-casa diventa un freno allo sviluppo dell’isola. Servono interventi strutturali e non semplici misure tampone».

Sulla stessa linea il segretario regionale di CNA Sardegna, Francesco Porcu, che sottolinea come il posizionamento di Cagliari nella classifica nazionale sia il segnale di una crescente difficoltà di accesso alla città per chi vi lavora. «Il divario tra affitti e salari mostra un sistema che rischia di diventare insostenibile. Occorrono un vero piano per la casa, il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e politiche capaci di coniugare crescita economica e sostenibilità sociale».

 

 

 

@Redazione Sintony News