
Se gennaio aveva aperto l’anno con i rincari per i marchi del gruppo Philip Morris, febbraio non si rivela più generoso per le tasche dei fumatori italiani. Da oggi, venerdì 13 febbraio 2026, scattano i nuovi aumenti sulle accise che colpiscono oltre cinquanta prodotti tra sigarette, sigari e tabacco trinciato.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha pubblicato le tabelle aggiornate che confermano un incremento medio di 30 centesimi per confezione, una misura figlia della manovra finanziaria varata dal governo Meloni per rimpinguare le casse dello Stato.

Questa seconda ondata di rincari colpisce alcuni dei brand più diffusi sul mercato nazionale, tra cui Camel, Winston e Benson & Hedges.
Ecco alcuni esempi pratici di come cambiano i prezzi al tabacchino: Camel Blue (20 pezzi) passa da 6,00 a 6,30 euro, Winston Blue (20 pezzi) Il nuovo prezzo è fissato a 5,80 euro, American Spirit Original Orange arriva a costare ben 6,80 euro.
Il rincaro è trasversale e tocca tutte le varianti dei marchi citati (Blue, Orange, Yellow, Silver, White, Compact ed Expand), uniformando la spesa verso l'alto.

La scure fiscale non risparmia chi preferisce "rullare" le proprie sigarette o gli amanti dei sigari. Una busta di Winston Blue da 45 grammi subisce un balzo significativo, toccando i 12,40 euro, un pacchetto di Roll's Red (20 pezzi) si attesta ora sui 5,40 euro. Rincari anche per i prodotti di fascia alta e media come Davidoff Maduro, Don Tomas e Villiger Premium. Una confezione da cinque di Villiger Premium N°1 sale a 7,90 euro.
Il trend non è destinato a fermarsi. La strategia fiscale delineata prevede aumenti graduali ma costanti per scoraggiare il consumo di tabacco e garantire entrate stabili. Nelle prossime settimane altri marchi minori aggiorneranno le tariffe, ma il calendario a lungo termine è già scritto:
Nel 2027 è previsto un ulteriore aumento di circa 10-12 centesimi. Nel 2028 un'ultima tranche di rincari tra i 13 e i 14 centesimi.
@Redazione Sintony News