
Il mondo dello spettacolo torna a dividersi dopo le pesanti dichiarazioni rilasciate da Lele Mora durante il podcast Vox on Air. L'ex agente dei VIP, un tempo mentore e figura paterna per Fabrizio Corona, ha deciso di rompere il silenzio, scagliandosi contro le recenti rivelazioni contenute nel programma Falsissimo e nella docuserie Io sono notizia.
Secondo Mora, il "terremoto" che Corona sta provando a scatenare contro i vertici di Mediaset non avrebbe fondamenta solide e sarebbe destinato a svanire nel nulla. «Finirà tutto in una bolla di sapone», ha sentenziato l'ex agente, aggiungendo un monito diretto al suo ex pupillo: «Dovrebbe smetterla di dire pagliacciate e di creare problemi alla gente. Fabrizio è malato di soldi».

Uno dei punti più toccanti della recente narrazione di Corona riguarda il padre, il giornalista Vittorio Corona, il cui licenziamento da Mediaset avrebbe segnato l'inizio dell'astio tra Fabrizio e l'azienda di Cologno Monzese. Mora, tuttavia, fornisce una versione dei fatti diametralmente opposta, rivendicando il proprio ruolo nella vicenda.
«Vittorio era un grande giornalista, ma un po' comunista», ricorda Mora. Fu proprio lui a proporlo a Silvio Berlusconi per la nascita di quello che oggi è Studio Aperto. Tuttavia, la collaborazione naufragò per l'intransigenza del professionista: «Non ha mai mediato. Mi chiesero di lasciarlo a casa e io lo feci. Non puoi pretendere di comandare a casa degli altri quando sei pagato da un editore: devi stare a quello che ti dice chi ti dà lo stipendio».

Nonostante riconosca a Corona un'intelligenza fuori dal comune e una "furbizia" nel creare prodotti digitali redditizi (come il sistema di abbonamenti per i suoi contenuti esclusivi), Mora è categorico sulla sua figura professionale:
Nessun perdono per le fake news: Mora cita il clamoroso annuncio della morte di Papa Francesco (quando il Pontefice era ancora vivo) come il punto di non ritorno. «In quel momento ha perso ogni credibilità».
Giornalista o paparazzo? Per Mora, l'iscrizione all'Ordine non è un dettaglio. Senza tessera, Fabrizio resta «solo un paparazzo».
L'intervista ha toccato anche altri nomi storici della "scuderia" di Mora. Barbara D'Urso: l'ex agente smentisce l'ipotesi di una cacciata punitiva. «Non è stata mandata via, è semplicemente finita la sua era. Forse qualcosa non è piaciuto alla famiglia Berlusconi, ma tornerà presto in TV».
Costantino Vitagliano: definito un «bravo ragazzo, onesto e sincero». Mora ha ricordato come sia riuscito a trasformare un giovane che faceva spogliarelli per poche centinaia di euro nel tronista più pagato della storia, capace di incassare 10.000 euro a serata. Curioso il retroscena su Maria De Filippi: inizialmente era dubbiosa se prenderlo a Uomini e Donne perché «troppo bello».
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