
A pochi giorni dalla ricorrenza dell'8 marzo, l'Italia si prepara a colorarsi di giallo. Tuttavia, definire questa data semplicemente come una "festa" rischia di svuotarla del suo reale significato. La Giornata internazionale della donna non nasce per celebrare una generica femminilità, ma per commemorare decenni di battaglie politiche, sociali ed economiche volte all'ottenimento della parità dei diritti.
Per molto tempo, la narrazione comune ha associato l'origine della data a un tragico incendio avvenuto nel 1908 presso l'industria tessile Cotton di New York, in cui sarebbero morte centinaia di operaie. La ricerca storica ha però chiarito che si tratta di una sovrapposizione con un altro dramma reale: il rogo della Triangle Shirtwaist Company del 1911 (146 vittime).

In realtà, la genesi della ricorrenza è strettamente intrecciata alla nascita dei movimenti socialisti e alla rivendicazione del diritto di voto.
La strada verso l'istituzionalizzazione della giornata è stata lunga e frammentata, coinvolgendo diverse nazioni. 1907 (Stoccarda): durante il VII Congresso della II Internazionale socialista, si pone ufficialmente la "questione femminile" e la lotta per il suffragio universale. Clara Zetkin diventa la figura di riferimento per le donne socialiste.
1909 (Stati Uniti): Il 23 febbraio si celebra il primo "Woman’s Day" ufficiale, su iniziativa del Partito Socialista Americano, con manifestazioni a favore del voto e contro lo sfruttamento nelle fabbriche.

1917 (San Pietroburgo): l'8 marzo le donne russe scendono in strada chiedendo la fine della Grande Guerra e del regime zarista. Questa protesta divenne così emblematica che, nel 1921, durante la Conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca, fu scelta come data unica per la Giornata internazionale dell'operaia.
Nel nostro Paese, la prima giornata della donna fu celebrata nel 1922 (ma il 12 marzo). Bisognerà attendere il 1944 e la nascita dell'UDI (Unione Donne Italiane) perché l'8 marzo venga celebrato nelle zone già liberate dal fascismo.
È nel 1946 che compare per la prima volta la mimosa. La scelta fu puramente pratica: era un fiore che sbocciava all'inizio di marzo, era facilmente reperibile nei campi e, soprattutto, era economico, rendendolo un simbolo accessibile a tutte le classi sociali.
Negli anni '70, la ricorrenza diventa il volano del movimento femminista. L'8 marzo 1972 a Roma, in Piazza Campo de' Fiori, le donne rivendicarono diritti civili fondamentali, come la legalizzazione dell'aborto. Nel 1975, le Nazioni Unite riconobbero ufficialmente l'anno come "Anno Internazionale delle Donne", suggellando la data a livello globale.
Oggi, se da un lato l'aspetto puramente ludico e commerciale sembra prevalere, dall'altro la giornata resta un presidio fondamentale per sensibilizzare su temi urgenti.
Gender Pay Gap: Il divario salariale tra uomini e donne a parità di mansione.
Violenza di genere: la lotta contro i femminicidi e gli abusi.
Solidarietà globale: movimenti come il #MeToo (simbolo del 2018) continuano a usare questa cornice per denunciare le molestie sistemiche.
@Redazione Sintony News