
Ricorre oggi, 10 febbraio, il Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita nel 2005 per riaprire una pagina dolorosa e a lungo dimenticata della nostra storia nazionale. Al centro della commemorazione ci sono le vittime delle foibe — le profonde cavità carsiche dell’Istria e della Venezia Giulia — e l'esodo di massa di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre al termine della Seconda Guerra Mondiale.
La tragedia si è consumata in due ondate distinte, segnate da quella che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito una «pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalistica».

Autunno 1943: la prima ondata colpisce l’Istria dopo l'armistizio. Nel mirino dei partigiani jugoslavi finiscono non solo i gerarchi fascisti (responsabili di anni di italianizzazione forzata), ma anche possidenti e funzionari pubblici, simboli dell'amministrazione italiana.
Maggio 1945: la seconda, più violenta ondata, coincide con l’arrivo delle truppe di Josip Broz "Tito" in Venezia Giulia. Le rappresaglie colpiscono soldati della RSI, collaborazionisti, ma anche civili e partigiani italiani che si opponevano all'egemonia jugoslava.
Le stime dei decessi sono ancora oggi oggetto di studio, ma i numeri sono drammatici: tra le 4mila e le 6mila persone hanno perso la vita nelle foibe. I condannati venivano legati l'uno all'altro con il fil di ferro e disposti sull'orlo delle cavità; i soldati di Tito sparavano ai primi della fila, che cadendo trascinavano gli altri, ancora vivi, nell'abisso. Luoghi come il pozzo di Basovizza e la foiba di Vines restano oggi i simboli di questa atroce sofferenza.

Contemporaneamente, il passaggio di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia ha innescato l'esodo di almeno 250mila italiani, costretti a lasciare case e radici per fuggire verso un futuro incerto.
Per mantenere viva la memoria, anche quest’anno è partito il Treno del Ricordo, il progetto itinerante promosso dalla Presidenza del Consiglio e dal Gruppo FS. Il convoglio, allestito con una mostra storica, percorrerà l'intera penisola per permettere ai cittadini, specialmente i più giovani, di conoscere i fatti del confine orientale.
Le tappe principali del convoglio: 10-11 febbraio: Trieste; 14-15 febbraio Bologna, 19-20 febbraio Roma Ostiense; 26-27 febbraio Palermo; 28 feb - 1 mar Siracusa
Mentre il Treno porta la storia nelle piazze, resta alta l'attenzione sul futuro Museo del Ricordo di Roma. Istituito con un disegno di legge nel gennaio 2024, il museo ha l'obiettivo di "conservare e rinnovare la memoria" della tragedia e dell'esodo, ricostruendo la complessa vicenda del confine orientale. Sebbene il progetto sia stato approvato, la struttura non ha ancora visto la luce, rendendo iniziative come il treno itinerante ancora più fondamentali.
@Redazione Sintony News