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15 Ottobre 2022

WWF avverte: in 50 anni distrutto il 69% della fauna selvatica

Un report del WWF lancia l'allarme: dal 1970 a oggi le popolazioni di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci sono calate in media del 69%
Foto Instagram @wwfitalia

L'allarme arriva direttamente dal WWF: dal 1970 a oggi la popolazione degli animali selvatici, che comprende mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci, è calata in media del 69% in tutto il mondo, con picchi in America Latina e nei Caraibi, dove la percentuale ha raggiunto il 94%.

Nonostante se ne parli da tempo, restano preoccupanti i numeri emersi dal Living Planet Report 2022, che ha monitorato circa 5230 specie di vertebrati (quasi 32 mila popolazioni) e che lancia un appello in vista della COP15 che si terrà in Canada dal 5 al 17 dicembre: "Solo un accordo ambizioso potrebbe invertire la perdita di biodiversità e, allo stesso tempo, garantire il sostentamento di miliardi di persone la cui economia dipende direttamente dalla natura".

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Preoccupato anche il presidente di WWF International, Marco Lambertini: "Il Wwf è estremamente preoccupato da questi nuovi dati, che mostrano un calo devastante delle popolazioni di fauna selvatica, in particolare nelle regioni tropicali che ospitano alcune delle aree più ricche di biodiversità al mondo". 

Fra le specie più a rischio i delfini rosa di fiume dell'Amazzonia (le cui popolazioni si sono ridotte del 65% tra il 1994 e il 2019), i gorilla del Parco nazionale di Kahuzi-Biega in Congo (-80% nello stesso arco temporale) e i cuccioli di leone marino dell'Australia meridionale e occidentale (ridotti di due terzi fra il 1977 e il 2019). 

In particolare, il report ha evidenziato che le specie di acqua dolce sono diminuite maggiormente rispetto alle altre, questo dovuto essenzialmente al degrado dell'habitat, dovuto allo sviluppo e all'agricoltura, allo sfruttamento, all'introduzione di specie invasive, all'inquinamento, ai cambiamenti climatici e alle malattie. E naturalmente alle atrocità di cui l'uomo a volte si rende responsabile.
Occorre invertire la rotta e occorre farlo al più presto.

@Francesco Cucinotta