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22 Giugno 2019

Siberia, l'orsa polare malata che vaga in città

L'esemplare è arrivata a 1500 chilometri dal suo habitat in cerca di cibo. Un gruppo di esperti la visiterà. Un orso polare non arrivava qui dal 1977

Due fotografie, ugualmente preoccupanti, a pochi giorni di distanza. 

Prima l’immagine della slitta con i cani che sembra correre sull’acqua in Groenlandia, poi l’immagine dell’orsa che si aggira affamata e quasi certamente malata nella città di Norilsk, nell’estremo nord siberiano. 

Erano più di quarant’anni, dal 1977, che si vedeva un orso bianco a queste latitudini.

 

Deve aver percorso, dicono fonti locali, almeno 1500 chilometri verso Sud allontanandosi dal suo habitat naturale per arrivare a questa città che è fra le più inquinate al mondo dove c’è un’enorme miniera di nichel e platino.

È una femmina, molto magra, che a malapena riusciva a muoversi e a tenere gli occhi aperti per vedere. Gli automobilisti si sono fermati quando l’hanno vista attraversare la strada. È andata verso una discarica nella zona industriale.

Fra le ipotesi della sua discesa a Sud c’è quella del cambiamento climatico a causa riscaldamento globale che ha diminuito i luoghi adatti alla sua esistenza, ma è anche possibile che abbia sbagliato direzione allontanandosi dalla banchisa ghiacciata. Verso la tundra è impossibile per questo tipo di animale cacciare le foche e quindi nutrirsi.

In cerca di cibo l’orsa è andata anche nella discarica della città siberiana dove è arrivata con le zampe incrostate dal fango; attesa una squadra di specialisti per visitare l’animale e capire se l’esemplare può essere salvato e riportato nel suo habitat. 
 

Questo habitat però è sempre più a rischio e porta sempre più spesso gli orsi polari verso la terraferma in cerca di cibo; all’inizio del 2019 infatti è stato dichiarato lo stato di emergenza nell’arcipelago artico Novaya Zemlya

“Decine di orsi polari hanno cercato di entrare nelle abitazioni ma solo per trovare qualcosa da mangiare.”