
A oltre 43 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, la nuova inchiesta della Procura di Roma si allarga. C’è una terza persona iscritta nel registro degli indagati: si tratta di Gabriella Boggiani, ex amica di Marco Fassoni Accetti, il fotografo e cineasta romano finito nuovamente al centro degli accertamenti sul caso della quindicenne cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983.
Boggiani ha appreso di essere indagata mentre veniva ascoltata dalla Commissione parlamentare bicamerale che indaga sulle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. La sua posizione, secondo quanto emerso, sarebbe inserita in un fascicolo diverso da quello riguardante Accetti e nel quale comparirebbero anche altri nomi riconducibili alla cerchia di conoscenze dell’uomo all’epoca dei fatti.
Al centro dell’attenzione c’è una telefonata risalente proprio al 1983. Davanti ai commissari Boggiani ha confermato di averla effettuata su richiesta di Accetti. Il fotografo, secondo il suo racconto, le avrebbe proposto quello che lei riteneva fosse uno scherzo mentre i due si trovavano in una cabina telefonica nel quartiere Africano di Roma.
La donna ha riferito che Accetti le avrebbe chiesto di dire che sapevano dove si trovasse Emanuela Orlandi. Boggiani ha sostenuto di non aver compreso la portata di quelle parole e di non conoscere neppure il nome della ragazza. Ha inoltre precisato di aver fatto una telefonata, negando però di aver letto un comunicato nel quale si chiedeva la liberazione di Mehmet Ali Ağca, l’uomo che nel 1981 aveva attentato alla vita di Giovanni Paolo II.
Il nome di Boggiani era già comparso nelle ricostruzioni investigative legate ad Accetti. In passato aveva riconosciuto come propria la voce di una registrazione collegata alla vicenda Orlandi, sostenendo anche in quell’occasione di aver agito pensando a un gioco. Davanti alla Commissione ha preso le distanze dal fotografo, descrivendo quella di allora come una frequentazione occasionale terminata oltre quarant’anni fa.

L’iscrizione della donna arriva mentre gli investigatori stanno riesaminando diversi episodi legati a Marco Fassoni Accetti. Il fotografo, che negli anni si era autoattribuito un ruolo nelle sparizioni di Orlandi e Gregori, è attualmente indagato in concorso con persone ancora da identificare per sequestro di persona a scopo di estorsione in relazione a entrambe le vicende.
Gli accertamenti si stanno estendendo anche ad altri episodi del 1983. Tra questi figura la morte di José Garramon, il tredicenne travolto da un'automobile nella pineta di Castel Porziano nel dicembre di quell’anno. Alla guida della vettura c’era proprio Accetti, successivamente condannato in via definitiva per omicidio colposo. La madre del ragazzo, Maria Laura Bulanti, ascoltata recentemente dalla Commissione, ha indicato Accetti come l’uomo che, secondo il suo ricordo, si sarebbe presentato a casa loro fingendosi un sacerdote prima della morte del figlio.
Parallelamente proseguono gli accertamenti scientifici su un altro elemento che da anni accompagna il mistero Orlandi: un flauto indicato da Accetti come riconducibile a Emanuela. I carabinieri del Ris stanno effettuando nuove analisi genetiche sullo strumento. In passato, tuttavia, il maestro di flauto della ragazza aveva escluso che quello allora esaminato fosse lo stesso utilizzato dalla giovane durante le lezioni.
La nuova posizione di Gabriella Boggiani aggiunge dunque un altro tassello a un’inchiesta che, dopo oltre quattro decenni, continua a riesaminare testimonianze, telefonate, documenti e reperti. Nessuna delle nuove piste, allo stato attuale, consente però di stabilire che cosa sia accaduto a Emanuela Orlandi dopo quel pomeriggio del 22 giugno 1983.
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