
Un fine settimana per entrare nei luoghi della cultura, conoscere siti archeologici e monumenti e scoprire il lavoro necessario per conservarli e tramandarli. Sabato 26 e domenica 27 settembre tornano anche in Sardegna le Giornate Europee del Patrimonio 2026, la più ampia manifestazione culturale promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea e coordinata in Italia dal Ministero della Cultura.
Il tema scelto per questa edizione è “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, filo conduttore di un programma che mette al centro non soltanto i beni culturali, ma anche le attività di tutela, restauro e valorizzazione.
Nel territorio di competenza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna sono quattro gli appuntamenti principali, distribuiti tra Quartu Sant’Elena, Samatzai, Sarroch e Oristano. Le iniziative accompagneranno il pubblico attraverso differenti aspetti del patrimonio dell’Isola, dall’archeologia all’architettura, passando per il restauro e le testimonianze immateriali.
Anche Cagliari partecipa al weekend con un calendario di aperture e visite in alcuni dei suoi principali luoghi della cultura. Tra i siti coinvolti figurano il Museo Archeologico Nazionale, la Pinacoteca Nazionale, la Biblioteca Universitaria, l’Archivio di Stato e la MEM – Mediateca del Mediterraneo.
Uno dei momenti più attesi sarà quello di sabato sera, quando i musei statali aderenti prolungheranno l’apertura e potranno essere visitati al prezzo simbolico di un euro, escluse le eventuali gratuità previste dalla normativa. Un’occasione per vivere musei e spazi culturali anche in una fascia oraria insolita e avvicinare un pubblico più ampio al patrimonio storico e artistico.
Le Giornate Europee del Patrimonio diventano così anche in Sardegna un invito a riscoprire luoghi spesso poco conosciuti e, allo stesso tempo, a riflettere sulla loro tutela: conservare il passato, ma anche trovare nuovi modi per renderlo accessibile e parte della vita delle comunità.
@Redazione Sintony News