
La Sardegna non è più soltanto terra di mare e vacanze: nelle grandi guide gastronomiche italiane l’Isola si ritaglia uno spazio sempre più importante, con una ristorazione capace di muoversi dall’alta cucina alle trattorie, dai grandi resort ai piccoli locali legati alle produzioni del territorio.
L’aggiornamento più recente arriva dalla Guida Michelin 2027. Quattro ristoranti sardi sono appena entrati nella selezione: Ulìa a Baja Sardinia, Abbamele a Mamoiada e, a Cagliari, Aurea Osteria Contemporanea e Dal Pittore. Con i nuovi ingressi salgono così a 51 i ristoranti dell’Isola presenti nella guida.
Cinque, al momento, sono gli indirizzi sardi insigniti della Stella Michelin: Fradis Minoris a Pula, Fuoco Sacro a San Pantaleo, Capogiro a Baja Sardinia, Confusion a Porto Cervo e Gusto by Sadler a San Teodoro.
Una geografia del gusto che attraversa praticamente tutta la Sardegna e che racconta anche la trasformazione della cucina isolana: accanto alla valorizzazione di pesce, carne, pasta, formaggi e materie prime locali cresce infatti una ristorazione contemporanea che reinterpreta la tradizione e attira chef e investimenti.
La presenza sarda è significativa anche nella Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso. Il risultato più alto nell’Isola è stato raggiunto dal Fuoco Sacro del Petra Segreta Resort di San Pantaleo, con 87 punti. Seguono Capogiro del 7Pines Resort di Arzachena con 84 punti e, a quota 83, Pomata a Cagliari, La Saletta ad Alghero, La Spigola a Golfo Aranci e Il Mattacchione a Olbia.
Tra i locali premiati con Due Forchette figurano anche Su Carduleu ad Abbasanta, Terra a Cagliari, Da Nicolo a Carloforte, Da Thomas a Santa Teresa Gallura, Rafel ad Alghero, Josto e Amano a Cagliari, Mema e Fradis Minoris a Pula, Arke a Quartu Sant’Elena, Sa Cardiga e Su Schironi a Capoterra, Da Andrea al Cavallera a Carloforte e Il Paguro a Palau.
La Sardegna si distingue inoltre sul terreno della cucina tradizionale. Arieddas – La Cucina della Marmilla, a Sanluri, e Abbamele, a Mamoiada, hanno ottenuto i Tre Gamberi del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento della guida nella categoria delle trattorie.
Ma il panorama delle eccellenze non si esaurisce con Michelin e Gambero Rosso. Nella selezione dell’Accademia Italiana della Cucina compare anche il Mirage di Chia, storico ristorante della costa sud-occidentale sarda.
Aperto inizialmente nel 1993 come bar-gelateria e diventato ristorante alcuni anni più tardi, il Mirage ha costruito la propria identità soprattutto sul pescato locale e sulla cucina marinara. Tra le preparazioni indicate dall’Accademia figurano la burrida alla cagliaritana, la fregula con le vongole, gli spaghetti alle orziadas, il pesce a scabecciu e il dentice al forno con frutti di mare. Il piatto indicato come da non perdere è il crudo di pesce e crostacei.
Un riconoscimento che premia anche un modello diverso rispetto al fine dining: quello dei ristoranti che conservano un rapporto diretto con pescatori e produttori e utilizzano la materia prima per raccontare il territorio.
Dal sud dell’Isola alla Gallura, passando per Cagliari, Mamoiada, Sanluri, Alghero e Carloforte, le ultime selezioni restituiscono dunque l’immagine di una Sardegna gastronomica sempre più articolata. Un patrimonio che affianca alla forza delle ricette tradizionali una nuova generazione di cucine contemporanee e che contribuisce a trasformare il cibo in un elemento sempre più importante dell’offerta turistica dell’Isola.
@Redazione Sintony News