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22 Settembre 2026

Turismo, cresce la spesa in Sardegna: +9,5% nei primi otto mesi del 2026

Ristoranti al primo posto nei consumi, aumenta l’intrattenimento e oltre metà della spesa arriva dalla clientela straniera. Cuccureddu: «La Sardegna è sempre più meta del turismo internazionale»
Immagini: Comunicato stampa

La Sardegna continua a crescere non soltanto sul fronte delle presenze turistiche, ma anche su quello dei consumi. Tra gennaio e agosto 2026 la spesa turistica nell’Isola è aumentata del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel solo mese di agosto l’incremento è stato del 7% su base annua e del 5% rispetto a luglio.

A fotografare l’andamento è l’analisi dei dati Mastercard elaborata dall’Osservatorio del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna. La crescita è sostenuta soprattutto dall’aumento delle transazioni e conferma una maggiore frequenza degli acquisti effettuati durante il soggiorno.

La fetta più consistente della spesa finisce nella ristorazione. Tra gennaio e agosto i ristoranti assorbono il 22,7% del totale, seguiti da supermercati e negozi di specialità alimentari con il 18,7% e dagli hotel con il 13,1%. Tra le variazioni più significative spicca quella della categoria “Bar, negozi di vino e liquori”, in crescita del 20,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Segnali positivi arrivano anche dal tempo libero. Ad agosto la categoria Mastercard “Intrattenimento” rappresenta il 3,46% della spesa rilevata e registra un aumento del 3% rispetto ad agosto 2025 e del 15% rispetto a luglio. La classificazione comprende però l’intrattenimento nel suo complesso e non permette di individuare separatamente la quota generata, ad esempio, da discoteche e locali da ballo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A pesare sempre di più è soprattutto il turismo internazionale. Nei primi otto mesi dell’anno la clientela estera genera il 50,3% della spesa complessiva, contro il 28,5% dei residenti sardi e il 21,3% dei visitatori provenienti dalle altre regioni italiane. Ad agosto la quota straniera raggiunge il 50,9%.

La Germania resta il primo mercato internazionale per capacità di spesa, con il 20,8% del totale generato dagli stranieri. Seguono Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia, mentre tra i mercati che crescono più rapidamente figurano Polonia e Paesi Bassi.

Un andamento che si inserisce nella strategia della Regione per rafforzare il mercato internazionale e, soprattutto, distribuire maggiormente i flussi turistici durante l’anno. «La Sardegna è sempre più meta del turismo internazionale», aveva sottolineato nei mesi scorsi l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu, evidenziando anche la forte crescita di alcuni mercati stranieri. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sfida ora è fare in modo che la crescita non rimanga concentrata esclusivamente nei mesi estivi. Per Cuccureddu gli obiettivi strategici sono infatti la delocalizzazione e la destagionalizzazione, così da costruire «un sistema turistico che possa funzionare tutto l’anno», mantenendo i picchi estivi ma rafforzando l’attività anche nelle altre stagioni. Secondo l’assessore, i risultati registrati in media e bassa stagione indicano che questa direzione sta iniziando a produrre effetti. 

A sostenere il quadro positivo ci sono infine i collegamenti aerei. Tra gennaio e agosto i tre aeroporti sardi hanno movimentato 8.597.941 passeggeri, l’8,93% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcato l’incremento della componente internazionale, salita a 3.440.126 passeggeri, con una crescita del 19,09%.

Numeri che mostrano una Sardegna sempre più internazionale e una crescita della spesa che coinvolge ristorazione, pubblici esercizi e attività legate al tempo libero. La partita dei prossimi mesi sarà trasformare questa crescita in un fenomeno sempre meno concentrato nel cuore dell’estate, aumentando le ricadute economiche del turismo sul territorio durante tutto l’anno.

 

 

 

@Redazione Sintony News