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17 Settembre 2026

Salmonella nelle scuole del Bresciano, 89 persone con sintomi: 14 bambini ricoverati

Il focolaio ha interessato nidi, scuole dell’infanzia e primarie della Val Trompia. Il batterio individuato in alcuni piccoli pazienti, mentre proseguono le analisi sugli alimenti serviti nelle mense
Immagini da pixabay.com

Sono 89 le persone che hanno manifestato sintomi riconducibili a una tossinfezione alimentare dopo il focolaio scoppiato in alcune scuole della Val Trompia, in provincia di Brescia. Tra i casi segnalati ci sono bambini e adulti, mentre 14 piccoli pazienti hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale. Le loro condizioni sono sotto controllo, stabili o in miglioramento.

I primi accertamenti effettuati sui bambini hanno rilevato in alcuni casi la presenza della salmonella, indirizzando le indagini verso una possibile salmonellosi. Non è stato però ancora accertato che il batterio fosse presente negli alimenti consumati nelle mense scolastiche: le analisi sui campioni di cibo sono ancora in corso e i risultati sono attesi nei prossimi giorni.

Il focolaio ha coinvolto diversi nidi, scuole dell’infanzia e primarie della Val Trompia, interessando in particolare strutture nei territori di Gardone Val Trompia, Concesio e Marcheno. I sintomi segnalati comprendono febbre, vomito, diarrea e disturbi gastrointestinali.

Dei 14 bambini attualmente ricoverati, nove si trovano agli Spedali Civili di Brescia e cinque alla Fondazione Poliambulanza. Nessuno, secondo le informazioni diffuse dall’Ats di Brescia, sarebbe in gravi condizioni.

Le verifiche si stanno concentrando sul servizio di ristorazione scolastica e sul centro cottura dal quale provenivano i pasti distribuiti negli istituti interessati. La struttura è stata fermata in via precauzionale dal 14 settembre. Nei giorni precedenti aveva preparato complessivamente oltre 400 pasti destinati alle scuole. Da allora il servizio è stato garantito attraverso altri centri cottura non coinvolti negli accertamenti.

Resta dunque da individuare con certezza l’origine della contaminazione. Gli esami sugli alimenti dovranno stabilire se sia presente lo stesso microrganismo riscontrato nei piccoli pazienti e permettere così di ricostruire la catena che ha provocato il focolaio.

 

 

@Redazione Sintony News