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17 Settembre 2026

Inflazione, la Sardegna tra le regioni meno care: Cagliari, Sassari e Olbia in fondo alla classifica

Nell’Isola una famiglia spende 670 euro in più all’anno, contro gli 833 della media nazionale. Olbia-Tempio è tra le città con l’aumento più contenuto d’Italia

La Sardegna resiste meglio di gran parte d’Italia alla corsa dei prezzi. Ad agosto l’inflazione nell’Isola si attesta al 3,5%, ma l’impatto stimato sui bilanci familiari resta tra i più contenuti del Paese: 670 euro in più all’anno per una famiglia media, contro gli 833 euro calcolati a livello nazionale.

È quanto emerge dalla classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati territoriali diffusi dall’Istat. Nel confronto tra le regioni, la Sardegna si colloca al penultimo posto per aumento della spesa, davanti soltanto alla Basilicata, dove l’aggravio è stimato in 650 euro. Un dato che assume ancora più rilievo se confrontato con il Trentino-Alto Adige, primo nella graduatoria dei rincari con 976 euro aggiuntivi all’anno per famiglia, seguito da Friuli-Venezia Giulia con 955 e Veneto con 920 euro.

Anche la graduatoria delle città conferma il quadro relativamente favorevole per l’Isola. Olbia-Tempio è quarta tra le realtà italiane con il minor incremento del costo della vita: con un’inflazione annua del 3,1%, la maggiore spesa viene quantificata in 615 euro per famiglia.

Poco più in alto nella classifica generale si trovano Cagliari e Sassari, ma entrambe rimangono tra le dieci città italiane dove il peso dell’inflazione sui bilanci familiari risulta più contenuto. A Cagliari, con un aumento dei prezzi del 3,4%, l’aggravio annuo stimato è di 693 euro. A Sassari l’inflazione raggiunge il 3,5% e si traduce in 694 euro in più: appena un euro di differenza rispetto al capoluogo regionale.

Numeri nettamente inferiori rispetto a quelli registrati nelle città che guidano la classifica nazionale. A Rimini, nonostante un’inflazione del 3,9%, l’aumento del costo della vita viene quantificato in 1.128 euro annui per una famiglia media. Seguono Bolzano con 1.094 euro e Verona con 1.055. Sopra i mille euro anche Pistoia, Siracusa, Udine, Lecco, Como, Terni e Arezzo.

La città con l’inflazione più elevata in assoluto è invece Reggio Calabria, dove ad agosto il dato tendenziale raggiunge il 4,6%, seguita da Siracusa con il 4,5% e Macerata con il 4,3%. Il tasso più basso viene registrato a Grosseto, con il 2%.

In fondo alla graduatoria dei rincari, e quindi tra le città dove l’aumento della spesa è più limitato, c’è Benevento: l’inflazione del 2,5% comporta secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori 547 euro in più all’anno. Seguono Grosseto con 563 euro e Brindisi con 574, prima di Olbia-Tempio.

Il confronto mette dunque la Sardegna in una posizione particolare: l’inflazione dell’Isola, al 3,5%, è leggermente superiore al 3,3% nazionale, ma la maggiore spesa stimata per le famiglie è inferiore di 163 euro rispetto alla media italiana. Un divario legato al fatto che la stessa percentuale di inflazione può tradursi in effetti economici differenti a seconda dei livelli e delle abitudini di spesa delle famiglie nei diversi territori.

Nel complesso, secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori, ad agosto una famiglia italiana deve mettere in conto 833 euro in più su base annua per sostenere i propri consumi. In Sardegna la stima si ferma a 670 euro, collocando l’Isola tra i territori dove, almeno in termini di incremento del costo della vita, l’impatto sui bilanci familiari appare più contenuto.

 

 

 

@Redazione Sintony News