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2 Settembre 2026

Francia, scatta la tassa sul fast fashion: fino a 12 euro in più per ogni capo

Dal primo settembre entra in vigore il sistema che penalizza i prodotti con maggiore impatto ambientale e punta a frenare l’ultra-fast fashion di piattaforme come Shein, Temu e AliExpress

La Francia alza il prezzo della moda “usa e getta”. Dal primo settembre è entrata in vigore la tassa sul fast fashion, una misura pensata per ridurre l’impatto ambientale di un settore fondato sulla produzione continua di nuovi capi a prezzi estremamente bassi.

Il meccanismo prevede penalità che possono andare da 50 centesimi fino a 12 euro per singolo prodotto, con importi differenti in base alle caratteristiche e all’impatto ambientale dei capi commercializzati.

Nel mirino ci sono soprattutto i modelli dell’ultra-fast fashion, diventati negli ultimi anni protagonisti dello shopping online attraverso piattaforme internazionali come Shein, Temu e AliExpress, capaci di immettere sul mercato enormi quantità di nuovi articoli in tempi molto ridotti.

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La nuova misura non prevede un sovrapprezzo identico per tutti i prodotti. Il sistema francese si basa infatti su un punteggio ecologico attraverso il quale viene valutata la sostenibilità del capo.

Tra gli elementi presi in considerazione rientrano anche l'ampiezza dell'offerta proposta dal marchio e le politiche adottate dalle aziende per allungare la vita dei prodotti, favorendo la riparazione, il riutilizzo e una maggiore circolarità nel settore tessile.

Il principio è quello di far pesare maggiormente sul prezzo finale i prodotti associati ai modelli di consumo considerati più dannosi per l'ambiente, creando allo stesso tempo un incentivo per le aziende a modificare le proprie strategie produttive.

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L'obiettivo della Francia è contrastare un mercato caratterizzato da collezioni che cambiano a ritmi rapidissimi e da cataloghi composti da migliaia di articoli, spesso venduti a pochi euro.

Proprio il prezzo estremamente basso rappresenta uno dei motori del fenomeno: rende più semplice acquistare frequentemente nuovi vestiti e, allo stesso tempo, sostituirli rapidamente.

Con la nuova penalità Parigi punta quindi a riequilibrare almeno in parte la competizione tra i prodotti dell'ultra-fast fashion e quelli realizzati attraverso modelli maggiormente orientati alla durata e alla sostenibilità.

Quello introdotto a settembre rappresenta soltanto il primo passo di un percorso destinato a diventare progressivamente più severo.

Nei prossimi anni gli importi potrebbero infatti aumentare fino ad arrivare, entro il 2030, a una penalità massima di 20 euro per singolo capo.

La Francia prova così a utilizzare anche la leva del prezzo per modificare le abitudini dei consumatori e spingere l'industria verso una moda meno dipendente dalla produzione continua di articoli destinati ad avere una vita molto breve.

Una strategia che potrebbe diventare un banco di prova anche per il resto d'Europa: rendere meno conveniente la moda a bassissimo costo per ridurne l'impatto ambientale e favorire acquisti più durevoli, riparabili e riutilizzabili.

 

 

@Redazione Sintony News