
Da ieri sera, il concetto di grande evento in Sardegna ha un nuovo, definitivo termine di paragone. A distanza di ben 43 anni dalla sua ultima esibizione in Gallura, Vasco Rossi è tornato a Olbia tracciando un solco profondo tra il passato e il futuro della musica dal vivo sull'Isola. Il debutto del "Vasco Live 2026" all'Olbia Arena ha superato ogni aspettativa, trasformando lo spazio dei concerti in un catino ribollente di energia, rock e poesia pura per oltre due ore di spettacolo totale.
Puntualissimo alle 20:45, il Komandante ha dato il via allo show aggredendo il microfono con “Vado al massimo”: il brano, reinterpretato in un'inedita e velocissima chiave punk sorretta da chitarre distorte, è tornato in scaletta dopo un'assenza durata quarant'anni, scatenando il boato dei 35 mila spettatori presenti. Subito dopo, l'ironia amara di “Ormai è tardi” ha ipnotizzato una platea arrivata da ogni angolo della Sardegna e della Penisola.

Il rocker di Zocca, oggi settantaquattrenne ma con la grinta di un esordiente, ha salutato la folla in delirio con una delle sue storiche provocazioni: «Ciao a tutti, ben ritrovata Olbia: finalmente in Sardegna! E dopo Natale e Pasqua, è il momento della nostra festa».
Il concerto è stato strutturato su una scaletta volutamente "sorprendente", ricca di chicche del passato e brani che il Blasco non eseguiva dal vivo da decenni. La prima parte del live ha celebrato gli anni della sperimentazione e della rottura degli schemi. I grandi classici: Da “Fegato, fegato spappolato” all'intensa “Una nuova canzone per lei”.
Le venature funk: L'anima ritmica di “Bolle di sapone” e l'energia di “Alibi”.
Gli effetti speciali: Fiammate sul palco hanno accompagnato l'esecuzione di “Sono ancora in coma”, seguita dalla linearità di “Ciao”.
Il primo atto dello show si è chiuso con un trittico tutto al femminile e venato di autoironia: “Domani sì adesso no”, “Tango… (della gelosia)” in chiave folk-rock, e la malinconica “Lunedì”, cantata all'unisono da tutta l'arena mentre una fresca brezza da nord-est alleggeriva la temperatura estiva.

Dopo una breve sosta, Vasco è rientrato in scena inaugurando una seconda metà decisamente più cupa e psichedelica con “Marea”, per poi inanellare “Siamo soli” e “Se ti potessi dire”. Il momento più politico e agganciato alla complessa cronaca internazionale si è toccato con il ripescaggio di “(per quello che ho da fare) Faccio il militare”, brano antimilitarista del 1979 tratto dall'album Non siamo mica gli americani!. «Con i tempi che corrono...», ha commentato amaro il cantante.
Subito dopo, l'affondo è diventato totale con “Gli spari sopra” – espressamente «dedicata a tutti quei farabutti che governano questo mondo» – e il potente inno anticonformista “C'è chi dice no”.
Il finale è stato un crescendo di emozioni da pelle d'oca, capace di coinvolgere anche i numerosi spettatori abusivi ("portoghesi") appostati lungo le rampe della sopraelevata adiacente. Sulle note liberatorie di “Rewind”, come da tradizione, è esplosa la trasgressione del pubblico femminile: «Siete belle, libere e selvagge», ha urlato il Blasco davanti a una pioggia di reggiseni colorati. A chiudere la serata, una sequenza di capolavori senza tempo: “Un mondo migliore”, “La noia”, “Sally”, “Siamo solo noi”, “Vita spericolata”, “Canzone” e il gran finale pirotecnico affidato ad “Albachiara”.
Il popolo di Vasco ha colorato le vie di Olbia fin dalle 15:00, orario di apertura dei cancelli, con un'invasione pacifica di magliette bianche e nere, fascette e bandiere dei Quattro Mori. Tra la folla si sono incrociate tre generazioni di fan, dai veterani ai bambini con le cuffie colorate.
Le storie personali si sono intrecciate alla musica: Francesco di Pirri ha scelto le note di “Stupendo” per chiedere alla compagna Jessica di sposarlo; il piccolo Deniel di Quartu, ad appena 4 anni, è già al suo quinto concerto del Blasco e ha urlato a memoria il ritornello di “Rewind”. C'è anche chi, come la giovane coppia nata quattro anni fa proprio sotto il palco del Circo Massimo a Roma, rinnova il proprio anniversario a ogni tour. C'è infine la felicità di Omar, ventenne di Gonnosfanadiga, che ha coronato il sogno di ascoltare dal vivo la sua canzone preferita, “Fegato spappolato”.

Ad accendere i motori dell'arena prima dell'arrivo del Komandante ci ha pensato Raffi (all'anagrafe Raffaella Pierattoni), cantautrice marchigiana classe 1998 che da quattro anni apre i concerti di Vasco insieme alla sua band, gli XXenergy (Tommy Baldini, Luca Giavon, Alessandro Polidori, Nicola Fratini e Giorgio Martini).
«Ancora oggi, quando lo incontro, provo una forte soggezione – ha confessato l'artista pesarese, la cui carriera è svoltata grazie all'incontro casuale a Fano con lo storico collaboratore di Vasco, Roberto Casini –. Le sue canzoni mi hanno aiutata in momenti difficili. Pensare che dopo la mia prima esibizione abbia detto "Raffi spacca!" e che continui a volerci sul palco è allucinante».
La band ha scaldato la folla con una scaletta energica, proponendo tra le altre “Fashion rock”, la cover di “Psycho Killer” e il nuovo singolo “Bang Bang Bang”, prima di spostarsi il 14 giugno a La Maddalena.
Per la macchina organizzativa di Olbia non c'è tempo di riposare: stasera si replica con il secondo, attesissimo bis per un altro bagno di folla e di rock.
@Redazione Sintony News