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16 Maggio 2026

La Sardegna al Salone del Libro: editori, cultura e identità protagonisti a Torino

La terza giornata dello Spazio Sardegna conferma il ruolo centrale degli editori sardi tra memoria, lingua, narrativa, innovazione e nuove tecnologie, verso il gran finale del 17 e 18 maggio

La terza giornata della Sardegna al Salone del Libro di Torino si chiude con una narrazione che restituisce non solo la ricchezza dei contenuti proposti, ma soprattutto il ruolo centrale svolto dagli editori sardi e dall’Associazione Editori Sardi, presenza costante e motore culturale dell’intero programma. 

La giornata, nello Spazio Sardegna del Padiglione 2, Stand K129 J130, ha attraversato linguaggi e prospettive diverse, dai laboratori per ragazzi alla storia sociale, dall’archeologia preistorica alla narrativa storica, fino ai temi civili e alla promozione linguistica, componendo un quadro unitario in cui la pluralità delle voci è diventata la cifra distintiva dell’isola.

Fin dal mattino, con i laboratori dedicati ai racconti bilingui e a Il dono di Natale di Grazia Deledda, la presenza sarda ha riaffermato la propria attenzione verso le nuove generazioni, verso la lettura come gesto condiviso e verso la lingua come spazio di identità. Da qui la giornata si è distesa in un racconto che ha intrecciato la storia sociale delle donne legate a Giovanni Antonio Sanna, la narrativa di emancipazione del primo Novecento, le figure che hanno contribuito alla modernizzazione dell’Italia, i saperi millenari del Supramonte, l’arte e la religione delle tombe ipogeiche, le vicende storiche dell’Ottocento, la grande illustrazione del Novecento, la sensibilità dei ragazzi che scrivono di pace e la vitalità della lingua algherese. Ogni presentazione ha aggiunto un tassello a un mosaico che non è solo letterario, ma profondamente civile.

In questo percorso, il ruolo dell’Associazione Editori Sardi è emerso con forza come presidio culturale ed economico della regione. La presidente Simonetta Castia ha accompagnato l’intera giornata coordinando i panel, sostenendo il dialogo tra autori, editori e pubblico, e guidando la nascita del nuovo coordinamento degli editori sardi. Un passaggio decisivo in un anno in cui l’associazione celebra quarant’anni di attività, confermandosi la realtà più longeva d’Italia nel settore editoriale. La sua presenza non è stata solo istituzionale, ma strutturale: gli editori sardi hanno mostrato di essere una componente essenziale dell’economia culturale dell’isola, una voce collettiva capace di garantire pluralità, continuità e innovazione. La loro produzione, variegata e radicata nei territori, rappresenta un patrimonio che sostiene la filiera del libro, alimenta la ricerca, custodisce la memoria e apre spazi di confronto pubblico.

Accanto a loro, la presenza costante dell’assessora regionale alla cultura Ilaria Portas e del dirigente del Servizio Lingua Sarda Antonello Pellegrino ha rafforzato il senso di una partecipazione istituzionale piena, attenta e consapevole del valore strategico dell’editoria per la Sardegna. La giornata ha trovato un ulteriore momento di apertura nel fuori stand dedicato al festival Mediterranea, con un dialogo che ha intrecciato natura, cultura e sostenibilità a partire dal volume Mare. Viaggio intorno alla Sardegna di Egidio Trainito.

La chiusura della terza giornata restituisce così l’immagine di una Sardegna che non si limita a partecipare al Salone, ma lo attraversa con una visione chiara: la cultura come infrastruttura civile, l’editoria come motore economico e identitario, la pluralità delle voci come garanzia democratica. Una presenza che continua a trasformare la memoria in futuro, portando nel cuore del Salone del Libro la forza di un’isola che sa raccontarsi e sa rinnovarsi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il programma di domenica 17 maggio 

Nel suo insieme, la giornata di domenica tiene insieme, anche attraverso i dibattiti e il ricordo di Nereide Rudas e nel solco prevalente di Grazia Deledda, etnografia, memoria, letteratura, archeologia, lingua sarda, scienza e nuove tecnologie. Un percorso che conferma la pluralità della proposta sarda al Salone: radicata nella storia dell’isola, ma aperta ai linguaggi e alle domande del presente.

La domenica dello Spazio Sardegna si apre alle 11.00 con un viaggio nel suono identitario dell’isola. Con Launeddas. Il suono di una vita, Dante Tangianu racconta uno degli strumenti più antichi e rappresentativi della tradizione sarda, capace di esprimere spiritualità, senso del bello, appartenenza comunitaria e memoria collettiva. Carlo Delfino dialoga con l’autore, con la moderazione di Luciano Piras.

Alle 11.40 il programma prosegue con un momento dedicato alla figura di Nereide Rudas. Gavino Maieli presenta Tra i coralli di Nereide, in dialogo con Enrico Fanni, in collaborazione con Aipsa. Un omaggio a una personalità che ha lasciato un segno profondo nella cultura sarda.

La tarda mattinata torna poi a Grazia Deledda. Alle 12.20, con Grazia Deledda. Racconti e versi ritrovati, Giancarlo Porcu propone un percorso inedito attraverso la collaborazione della giovane scrittrice con la rivista torinese Silvio Pellico. Mauro Cossu dialoga con l’autore, in collaborazione con Il Maestrale. Ne emerge una Deledda ancora poco conosciuta, tra racconti, poesie, note di tradizioni popolari e recensioni.

Alle 13.00, il dialogo Fu vera Grazia? riunisce Annamaria Baldussi, Simonetta Castia, Vanna Fois e Giancarlo Porcu per un confronto sulla fortuna letteraria ed editoriale della scrittrice nuorese, nel centenario del conferimento del Premio Nobel.

Nel pomeriggio, alle 15.00, il tema delle Domus de Janas torna al centro con L’isola delle fate, dialogo tra Simonetta Castia, Lavinia Foddai e Alberto Moravetti. Un breve excursus letterario ed editoriale dedicato a quei luoghi in cui ricerca archeologica e immaginario popolare continuano a incontrarsi.

Alle 15.40, lo sguardo si sposta sulla storia della tecnologia e delle comunicazioni con Guglielmo Marconi. 1901 Becco di Vela, Isola di Caprera, di Tommaso Gamboni e Alberto Mureddu. Carlo Giorgetti dialoga con Alberto Mureddu, con la moderazione di Paolo Sorba. L’incontro ricostruisce il ruolo dell’arcipelago di La Maddalena nelle prime esperienze della telegrafia senza fili, alle soglie del mondo interconnesso di oggi.

Alle 16.20, con Strade maestre, Mauro Cossu dialoga con Simonetta Castia attorno all’edizione critica della rubrica Memorie sassaresi di Manlio Brigaglia. Un appuntamento che restituisce il valore di una lunga stagione di racconto civile, culturale e urbano della Sardegna.

La parte finale della giornata apre ai linguaggi contemporanei. Alle 17.00, S’intelligèntzia de Elias di Giuseppe Corongiu, in dialogo con Teresa Geninatti e William Cisilino, porta nello Spazio Sardegna un thriller politico in lingua sarda, ambientato in un futuro distopico segnato da intrighi, corruzione e intelligenza artificiale.

Alle 17.40, con Costituzionalismo federale mondiale e tecnologie del potere nell’era quantistica, Gabriele Pao-Pei Andreoli e Alberto Contu affrontano il rapporto tra potere tecnologico, regole sovranazionali, pace e diritti fondamentali, aprendo una riflessione sul governo delle nuove infrastrutture quantum-ready.

La domenica si chiude alle 18.20 con la narrativa gialla di Cesare Carta. In La verità dell’anima, l’autore torna a raccontare Sassari attraverso un romanzo che, accanto alla trama investigativa, restituisce luoghi, dettagli e atmosfere della città. Irene Rais dialoga con l’autore, con la moderazione di Francesco Scalfari, in collaborazione con DBE Barbaro.

Il programma di lunedì 18 maggio 

La giornata conclusiva dello Spazio Sardegna accompagna il pubblico lungo un percorso che tiene insieme musica, narrativa, memoria dei luoghi e nuove tecnologie.

Si comincia alle 10.30 con La musica nasce dove deve nascere, di Remo Brandoni. Maura Brandoni dialoga con l’autore, in collaborazione con Fingerpicking. Al centro dell’incontro, un dialogo inatteso tra un musicista e l’intelligenza artificiale sul significato del comporre, dell’ascoltare e del sentire. Due forme diverse di intelligenza cercano un linguaggio comune, aprendo una riflessione sul rapporto tra creatività umana e strumenti digitali.

Alle 11.10 il programma entra nella narrativa con Baci di laguna, di Roberto Brughitta. Carmen Salis dialoga con l’autore, con letture di Simona Loi, in collaborazione con Amicolibro. Il romanzo intreccia una storia d’amore e un contesto storico drammatico, nella Sardegna medievale della metà del Trecento, attorno al territorio di Elmas e al monastero benedettino di Santa Caterina, tra villaggi documentati e testimonianze archeologiche.

Alle 11.40 ancora narrativa con L’alchimista di Biddemores, di Igor Melis. Carmen Salis dialoga con l’autore, con letture di Simona Loi, sempre in collaborazione con Amicolibro. Il racconto restituisce radici e memoria senza fermarsi alla nostalgia: nel 1984, l’arrivo di Nino a Biddemores apre uno spazio narrativo in cui affetti, tensioni, figure arcaiche, realtà e mito si intrecciano in una Sardegna viva e misteriosa.

Alle 12.20 il viaggio prosegue con L’isola muta. Viaggio nei silenzi della Sardegna, di Andrea Negro. Mauro Cossu dialoga con l’autore. Pensato come diario di viaggio, il libro attraversa la Sardegna nella sua dimensione geografica e umana, raccontando un percorso di rigenerazione emotiva a contatto con l’anima più autentica dell’isola.

Il pomeriggio si chiude alle 15.00 con uno degli appuntamenti più innovativi del programma: Quando il catalogo delle biblioteche dialoga con gli utenti: l’esperienza della Sardegna con Sebina AI. Intervengono Elisabetta Pani, Angela Messina e Marisa Montanari, con la moderazione di Floriana Me. L’incontro, a cura del Servizio valorizzazione e gestione del patrimonio culturale della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con Innovation & Solution Designer Biblioteche e Dot Deyond, presenta l’intelligenza artificiale applicata ai cataloghi bibliotecari come strumento capace di trasformare ogni domanda in un percorso di scoperta.

La giornata conclusiva restituisce così una Sardegna che guarda al futuro senza separarlo dalle proprie radici: dalla musica alla narrativa, dai paesaggi interiori ai sistemi digitali della conoscenza, il programma chiude il percorso del Salone nel segno dell’incontro tra memoria, creatività e innovazione.


 

 

 

 

@Redazione Sintony News