
La nuova edizione della Rich List del Sunday Times mette in luce una trasformazione significativa nel panorama delle grandi fortune britanniche: il Regno Unito sta perdendo appeal per i super ricchi. Secondo i dati relativi al 2026, 111 miliardari e grandi patrimoni britannici hanno trasferito la propria residenza all’estero, un record assoluto.
Alla base di questo fenomeno viene indicata la politica fiscale più rigida introdotta dall’esecutivo laburista guidato da Keir Starmer e dalla cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves. In particolare, l’eliminazione degli ultimi benefici legati allo status di “non-dom” - riservato ai residenti stranieri con regime agevolato - avrebbe innescato una rapida uscita di capitali.
Le conseguenze si riflettono anche sugli equilibri internazionali della ricchezza: numerosi facoltosi stanno spostando i propri interessi verso Paesi ritenuti più vantaggiosi dal punto di vista tributario, Italia compresa, con Milano sempre più considerata una meta attrattiva. Secondo diversi osservatori finanziari, questa dinamica rischia di ridurre la competitività globale di Londra, già provata dagli effetti della Brexit.

Nonostante il fenomeno in uscita, le posizioni di vertice restano pressoché invariate. Al primo posto si conferma la famiglia Hinduja, di origine indiana, con un patrimonio stimato attorno ai 38 miliardi di sterline. Dopo la scomparsa del patriarca Gopi Hinduja, la gestione del gruppo è passata agli eredi Sanjay e Dheeraj, che hanno ulteriormente rafforzato l’impero familiare.
Alle loro spalle si mantengono i fratelli David e Simon Reuben, finanzieri londinesi con origini indo-iracheno-ebraiche, il cui patrimonio si aggira intorno ai 28 miliardi di sterline. Terza posizione stabile per Len Blavatnik, imprenditore nato nell’ex Unione Sovietica e oggi naturalizzato britannico-americano, con una ricchezza superiore ai 26 miliardi.
Una delle novità più rilevanti proviene invece dal settore delle criptovalute: Christopher Harborne entra al sesto posto con oltre 18 miliardi di sterline accumulati. Attivo nel mondo crypto e residente principalmente in Thailandia, è noto anche per il sostegno politico a Nigel Farage e al partito Reform UK. Una sua donazione da 5 milioni di sterline è finita sotto la lente delle autorità britanniche per la trasparenza dei finanziamenti politici.

Tra i nomi presenti figura anche quello di re Carlo III, che avanza di otto posizioni rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 230° posto. Il patrimonio personale del sovrano cresce di circa 40 milioni di sterline, arrivando a 680 milioni (circa 780 milioni di euro).
Nel complesso emerge l’immagine di un Regno Unito sospeso tra l’esigenza di incrementare le entrate fiscali e il rischio di perdere una parte significativa della propria élite economica. Una tensione destinata a produrre effetti non solo sulla City, ma sull’intero sistema finanziario nazionale.
Infine, viene citato anche Rinat Akhmetov, magnate ucraino legato a importanti operazioni immobiliari, tra cui l’acquisizione dell’immobile più costoso mai registrato nella storia recente.
Letizia Demontis