
Continua a crescere la preoccupazione internazionale per la diffusione dell’hantavirus, dopo i casi registrati sulla nave da crociera Mv Hondius e il ricovero di un’assistente di volo della Klm ad Amsterdam.
La hostess, risultata positiva al virus, è attualmente ricoverata con sintomi lievi. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe avuto contatti con una passeggera olandese che, a causa delle sue condizioni di salute, era stata fatta scendere da un volo Klm diretto da Johannesburg ad Amsterdam il 25 aprile scorso. La donna è poi morta, così come il marito. A confermare la notizia è stato un portavoce del ministero della Salute dei Paesi Bassi.
Le autorità sanitarie olandesi hanno avviato il tracciamento, a scopo precauzionale, di tutte le persone presenti su quel volo, nel tentativo di individuare eventuali ulteriori contagi.

Nel frattempo prosegue il viaggio della Mv Hondius, salpata un mese fa dall’Argentina e diventata il principale focolaio collegato all’epidemia. A bordo si sono già registrati tre decessi.
Due persone in gravi condizioni, tra cui un cittadino tedesco strettamente legato a una donna tedesca morta sulla nave il 2 maggio, sono state evacuate e trasferite nei Paesi Bassi per ricevere cure mediche. Una terza persona, giudicata in condizioni stabili, sarebbe stata trasferita con un volo sanitario.
L’imbarcazione è ora diretta verso le isole Canarie, in Spagna, dove dovrebbe arrivare sabato, dopo essere rimasta per tre giorni ancorata al largo di Capo Verde. A bordo restano 146 persone provenienti da 23 Paesi diversi, tutte sottoposte a rigorose misure precauzionali.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i casi di hantavirus collegati alla nave sarebbero attualmente otto, cinque dei quali ancora sospetti. A questi si aggiunge quello di un cittadino svizzero risultato positivo dopo il rientro nel proprio Paese e ora ricoverato a Zurigo.
La compagnia olandese Oceanwide Expeditions, che gestisce la crociera, ha dichiarato che tutti i passeggeri con sintomi compatibili con l’hantavirus sono stati fatti sbarcare dalla Mv Hondius. Dopo l’evacuazione degli ultimi tre viaggiatori, non risultano più persone sintomatiche a bordo.
L’emergenza sanitaria ha fatto scattare l’allarme anche sull’isola di Sant’Elena, territorio britannico nell’Oceano Atlantico situato tra Angola e Namibia. Nei giorni scorsi, infatti, decine di passeggeri della crociera sarebbero sbarcati sull’isola durante una tappa della nave.
Secondo quanto ricostruito, la Mv Hondius avrebbe attraccato a Sant’Elena dopo la morte di un cittadino olandese a bordo. La salma sarebbe stata trasportata a terra dalla moglie che, successivamente, aveva raggiunto il Sudafrica in aereo. La donna sarebbe poi collassata e morta all’aeroporto di Johannesburg dopo essere stata respinta dal volo Klm.

L’hantavirus era tornato al centro dell’attenzione pubblica anche lo scorso anno dopo la morte di Betsy Arakawa, moglie dell’attore Gene Hackman, trovata senza vita insieme al marito. La donna, 65 anni, sarebbe deceduta a causa della sindrome polmonare da hantavirus. Secondo le ricostruzioni, il contagio sarebbe avvenuto nella loro abitazione in New Mexico, successivamente trovata infestata da roditori.
L’hantavirus comprende un gruppo di infezioni virali trasmesse all’uomo principalmente attraverso roditori selvatici o domestici. Il contagio può avvenire tramite il contatto diretto con saliva, urine o feci di animali infetti oppure attraverso l’inalazione di particelle contaminate presenti negli escrementi.
Le infezioni possono provocare diverse manifestazioni cliniche: da forme con interessamento renale ed emorragico fino alla sindrome polmonare da hantavirus, considerata la più grave. Le patologie causate dal virus sono acute e possono determinare danni all’endotelio vascolare, aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, ipotensione, emorragie e shock.

Le principali sindromi associate all’infezione sono tre: la febbre emorragica con sindrome renale, diffusa soprattutto in Europa e Asia; la nefropatia epidemica, forma più lieve osservata nel continente europeo; e la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, più frequente nelle Americhe.
Secondo il ministero della Salute, in Europa le infezioni da hantavirus stanno aumentando sia per numero di casi sia per diffusione geografica, con nuove aree coinvolte oltre ai territori tradizionalmente endemici.
La diagnosi dell’infezione nelle prime 72 ore resta particolarmente complessa, poiché i sintomi iniziali - febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea e spossatezza - possono essere facilmente confusi con quelli influenzali. Per questo motivo, se il primo test risulta negativo ma il sospetto clinico rimane elevato, gli esami vengono spesso ripetuti dopo tre giorni dall’insorgenza dei sintomi.
Le possibilità di trattamento specifico per la sindrome polmonare da hantavirus sono limitate. Tuttavia, la prognosi può migliorare sensibilmente grazie a una diagnosi precoce, al ricovero tempestivo in terapia intensiva e a un adeguato supporto respiratorio.
Letizia Demontis