
Il Festival di Carlo Conti continua la sua corsa verso la finale con un verdetto auditel che accende il dibattito: se da un lato la percentuale di share tocca vette mai viste nell'era moderna, dall'altro si registra una sensibile flessione nel numero totale di telespettatori. La terza serata di ieri ha incollato davanti al video una media di 9 milioni 543mila persone, segnando uno share del 60.6%.
A un primo sguardo, il dato dello share è sbalorditivo. Si tratta del miglior risultato in termini percentuali per una terza serata da quando il Festival è articolato su cinque appuntamenti, superando il record di Pippo Baudo del 1995 (60.52%). Per trovare una cifra superiore bisogna risalire al 1990 (64.59%), quando però la kermesse durava solo quattro giorni.
Tuttavia, il confronto con l'edizione 2025 di Conti rivela un’ombra: mancano all'appello circa 1,7 milioni di telespettatori (l'anno scorso la media era di 10,7 milioni). Una discrepanza che Williams Di Liberatore, direttore Intrattenimento Prime Time, minimizza puntando sulla "tenuta" del prodotto: «Siamo in controtendenza, lo share cresce di puntata in puntata. Il Festival è sano ed è tutto "colpa" del Direttore artistico».
La serata ha vissuto di picchi emotivi e visivi che hanno catalizzato l'attenzione del pubblico: picco di spettatori alle 22.11, ben 14 milioni 199mila persone erano sintonizzate per l'ingresso di Laura Pausini in un iconico abito giallo.
Picco di share: Il valore massimo del 65.8% è stato raggiunto alle 23.04. In quel momento Carlo Conti presentava la superospite Alicia Keys, che dopo l'intenso duetto con Eros Ramazzotti su L’Aurora, ha incantato l'Ariston al pianoforte con Empire State of Mind.

I dati forniti dal direttore di Auditel, Paolo Lugiato, confermano come il consumo stia cambiando. Se 9,3 milioni hanno scelto il grande schermo, oltre 200mila hanno seguito la serata su smartphone e tablet. Sul web il successo è travolgente: 13,8 milioni di streaming, con una netta preferenza (68%) per le clip dei singoli cantanti rispetto alla puntata intera.
Nonostante l'ottimo riscontro sui social — con mezzo miliardo di interazioni complessive e uno share dell'80% tra le giovani donne (15-34 anni) — emerge una criticità sul fronte delle piattaforme di streaming musicale. I brani in gara non stanno performando ai livelli delle edizioni precedenti. Lo stesso Di Liberatore ammette che questo calo «dipende anche dal cast», probabilmente più orientato a una platea televisiva "familiare" che ai record di Spotify.
Carlo Conti difende la sua visione: «Il mio obiettivo è riunire la famiglia. Abbiamo accelerato sulle novità tra i big, ma bilanciato con giganti come Andrea Bocelli e Tiziano Ferro per parlare a tutti».
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