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18 Febbraio 2026

L'Agcom "ammonisce" la Rai sui ritardi in prima serata

Nel mirino la sfida tra De Martino e Scotti e l’eccessiva concentrazione di spot nella fascia più ricca della giornata

Non è solo una questione di minuti, ma di rispetto verso l'utente del servizio pubblico. L'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha inviato un richiamo formale alla Rai, intimando l'azienda a rispettare rigorosamente gli orari di inizio dei programmi comunicati nei palinsesti.

Al centro della contesa c'è la fascia dell'access prime time, quel segmento orario tra i telegiornali della sera e l'inizio dei film o delle fiction che, nella stagione televisiva attuale, è diventato il vero cuore pulsante della TV italiana. Con oltre 10 milioni di telespettatori complessivi, la sfida a colpi di share tra Stefano De Martino su Rai1 e Gerry Scotti su Canale 5 ha spinto le reti a "allungare" i programmi oltre il dovuto per trattenere il pubblico il più possibile.

Affari Tuoi chiude in anticipo: la decisione della RAI "per rispetto dei  telespettatori"

Se Mediaset, in quanto emittente commerciale, gode di una maggiore flessibilità, la Rai è vincolata al Contratto di Servizio, che impone trasparenza e puntualità. La delibera Agcom del 28 gennaio parla chiaramente di una "sistematica violazione degli orari" rilevata tra ottobre e novembre 2025.

I telespettatori, esasperati dall'impossibilità di pianificare la serata, hanno inviato numerose segnalazioni. Tra gli esempi più eclatanti citati dall'Autorità. La fiction La ricetta della felicità: prevista per le 21:30, è iniziata effettivamente alle 21:50.

Affari tuoi e Tale e Quale Show: partenze posticipate di oltre 15 minuti a causa di blocchi pubblicitari prolungati.

Secondo l'Autorità, questo disallineamento rende "difficile seguire con continuità i programmi", penalizzando chi paga il canone.

Cos'è e cosa fa l'Agcom

Il richiamo dell'Agcom tocca anche un punto dolente per Viale Mazzini: la gestione degli spot. Sebbene la Rai rispetti i limiti di affollamento complessivi, l'Agenzia ha rilevato una concentrazione anomala di pubblicità proprio nella fascia d'oro 20:30–21:00.

In questo slot, i picchi di spot su Rai 1 superano il 12% orario, uno standard aggressivo tipico delle emittenti private. Questa strategia, mirata a massimizzare i profitti nel momento di massimo ascolto, è però quella che causa i ritardi a catena sui programmi successivi.

L'Agcom ha fatto sapere che non si fermerà al semplice ammonimento: la vigilanza proseguirà nei prossimi mesi per assicurarsi che la Rai torni a garantire la certezza dell'orario. 

 

@Redazione Sintony News