
Quando parliamo di inverni “rigidi” con 8 o 10 gradi sopra lo zero, difficilmente immaginiamo cosa significhi vivere a Jakutsk, nella Siberia orientale. Considerata la città più fredda del pianeta, in inverno può raggiungere temperature che scendono fino a -45 °C, trasformando ogni gesto quotidiano in una questione di attenzione e sopravvivenza.

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Vivere a quelle temperature significa adottare uno stile di vita scandito da norme precise. In quella che è considerata la città più gelida del mondo, il clima estremo non blocca le attività quotidiane, bensì le modella imponendo attenzione costante.
Con valori termici così bassi, ogni dettaglio assume un’importanza cruciale. Anche un gesto apparentemente insignificante può avere conseguenze serie. Una residente avverte che il telefono cellulare deve essere protetto dal freddo, tenendolo al caldo, ad esempio dentro il guanto: sono sufficienti pochi istanti di esposizione perché le dita comincino a congelarsi.
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Fondamentale è anche non uscire a digiuno. Consumare un pasto prima di affrontare l’esterno aiuta l’organismo a sopportare condizioni tanto rigide. Inoltre, mantenersi in movimento è essenziale: finché ci si muove, si riesce a contrastare il gelo. Arrestarsi senza una fonte di calore rappresenta invece un errore grave, poiché recuperare una temperatura corporea adeguata diventa estremamente difficile.
A Jakutsk la sopravvivenza quotidiana si fonda dunque su prudenza, preparazione e gesti calibrati, in un contesto in cui il freddo non ammette distrazioni né leggerezze.
Letizia Demontis