
Il Carnevale sardo si distingue per maschere dall’aspetto arcaico, spesso grottesco e inquietante. Realizzate con pelli animali e campanacci, queste figure hanno la funzione simbolica di scacciare il male e proteggere le comunità. Le loro uscite collettive ricordano solenni processioni, scandite da movimenti lenti e ritmati.
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Foto: Regione Autonoma della Sardegna
A Lula spicca Su Battileddu, tra le rappresentazioni più impressionanti dell’isola. Porta sul capo due corna con uno stomaco di capra fissato tra esse; sulla pancia, sotto i campanacci, è legato uno stomaco di bue colmo di sangue, che viene forato a intervalli. Il volto, annerito dalla fuliggine, è macchiato di sangue, mentre il corpo è coperto da pelli ovine. È la vittima sacrificale del rito: maschere dal viso scuro lo assalgono fino alla morte simbolica.
Nel Carnevale di Austis i Sos Colonganos si distinguono per un tratto unico: al posto dei campanacci portano sulle spalle ossa animali che, con i movimenti, producono un suono cupo e sordo. Indossano maschere di sughero coperte da rami di corbezzolo e pelli di volpe o martora. Con loro compare S’Urtzu, la vittima rivestita di pelle di cinghiale, colpita da due guardiani incappucciati vestiti.
A Fonni, sfilano S’Urthu e sos Buttudos. Il primo impersona l’animale che tenta di liberarsi, coperto di pelli e munito di campanaccio; i secondi, incappucciati e vestiti di scuro, lo trattengono con una catena. La scena, proposta durante la festa di Sant’Antonio, rappresenta la contrapposizione tra uomo e bestia, bene e male.

Foto: Comune di Mamoiada
Tra i più celebri vi è il Carnevale di Mamoiada, noto anche oltre l’isola. I Mamuthones indossano maschere lignee nere, pelli di pecora e pesanti campanacci - fino a 30 chili - eseguendo una danza complessa appresa fin dall’infanzia. Gli Issohadores svolgono il ruolo di controllori.
Figura affine è su Mamutzone del Carnevale di Samugheo 2026, che annuncia il suo arrivo serale con il suono ritmato dei campanacci. Con maschere di sughero annerito e corna caprine, danza attorno a s’Urzu, la vittima vestita di pelli nere e guidata da s’omadore, il pastore dal volto scurito dal fumo.
Il Carnevale di Ottana 2026 è tra i più conosciuti. I Sos Boes, simbolo dei buoi, sono ricoperti di pelli e campanacci e guidati da Sos Merdùles, che indossano maschere nere. Accanto a loro appare Sa Filonzana, o Sa Ilonzana, anziana vestita di nero che fila la lana, figura enigmatica e suggestiva.

Foto: Sa Sartiglia
A Orani la maschera principale è Su Bundu, che richiama la tradizione contadina del borgo. Indossa abiti rurali e una grande maschera cornuta in sughero con naso pronunciato, pizzetto e baffi. La rappresentazione è stata ripresa nel 1997.
Simbolo della Sartiglia di Oristano è Su Componidori, figura misteriosa che appare a cavallo e incarna una sorta di semidio. Indossa pantaloni e giacca di pelle, camicia bianca e coietto; il volto è coperto da una maschera. Il 2 febbraio avviene la vestizione rituale: una volta salito in sella, non potrà più toccare terra fino al termine della corsa. Da quel momento diventa l’autorità che guida la competizione, mentre i cavalli sono ornati con finimenti ricamati e campanelle.
Letizia Demontis