
Cresce la preoccupazione anche in Sardegna per la sorte dei passeggeri della nave da crociera MSC Euribia, ferma da giorni nel porto di Dubai a causa dell’escalation di tensione in Medio Oriente e delle ripercussioni sui collegamenti internazionali.
A bordo dell’imbarcazione si trovano migliaia di persone, tra cui diversi cittadini sardi. Il blocco delle partenze, unito alla chiusura a intermittenza dello spazio aereo nell’area e alla cancellazione di voli e altre crociere programmate, ha reso complessa qualsiasi ipotesi di rientro rapido in Italia. I passeggeri vivono una fase di attesa carica di incertezza, senza indicazioni definitive sui tempi e sulle modalità di rimpatrio.

In queste ore si moltiplicano le richieste di intervento istituzionale. Un appello formale da parte di Annalisa Melis, cagliaritana, sorella di uno dei passeggeri, è stato indirizzato alla presidente della Regione, Alessandra Todde, affinché l’amministrazione regionale si attivi, per quanto di competenza, in raccordo con il Governo e con il Ministero degli Affari Esteri.
Tra le sollecitazioni avanzate vi è innanzitutto la necessità di un monitoraggio costante delle condizioni dei corregionali coinvolti e di una comunicazione puntuale alle famiglie in Sardegna, molte delle quali vivono ore di forte apprensione. Si chiede inoltre che la Regione si faccia portavoce presso le autorità nazionali per accelerare ogni possibile iniziativa utile al rientro, comprese soluzioni straordinarie come l’organizzazione di voli speciali o trasferimenti alternativi attraverso Paesi limitrofi.

Non meno importante è il tema dell’assistenza: si propone di attivare forme di supporto logistico e psicologico per i passeggeri ancora a bordo, in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche italiane negli Emirati Arabi Uniti. Fondamentale, infine, garantire aggiornamenti chiari e trasparenti sulle tempistiche, così da ridurre il clima di incertezza che pesa tanto sui viaggiatori quanto sui loro familiari.
@Redazione Sintony News