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5 Marzo 2026

Obesità, sei milioni di italiani convivono con la malattia

Un bambino su tre è in eccesso di peso e metà dei pazienti interrompe le terapie

L’obesità continua a rappresentare una priorità sanitaria di rilievo globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce una “pandemia non trasmissibile” che coinvolge oltre un miliardo di persone nel mondo. In Italia la condizione interessa circa 6 milioni di cittadini, pari al 12% della popolazione, mentre il 47% degli adulti risulta in sovrappeso.

Il problema riguarda anche l’età pediatrica: nel nostro Paese un minore su tre presenta un eccesso ponderale. Sebbene tre italiani su quattro riconoscano i rischi legati ai chili di troppo, solo il 2,7% si definisce obeso. Questo scarto evidenzia una significativa distanza tra consapevolezza del pericolo e percezione individuale.

Aderenza alle cure e approccio a lungo termine

Il 4 marzo si è celebrata la Giornata mondiale e  l’attenzione si è concentrata su una patologia cronica e multifattoriale che richiede un trattamento continuativo. Uno dei principali ostacoli resta l’aderenza terapeutica: secondo quanto riportato da Obesity Reviews, un paziente su due abbandona il percorso entro il primo anno.

«Se l’obesità è riconosciuta come malattia cronica, va affrontata con una prospettiva di lungo periodo», osserva Mikiko Watanabe, endocrinologa e docente alla Sapienza Università di Roma. «Si tratta di una traiettoria clinica che richiede stabilità e capacità di adattamento nel tempo, con fasi differenti e strumenti adeguati a ciascun momento».

Salute mentale e rischio triplicato tra i giovani

La condizione va inquadrata anche nel contesto del benessere psicologico. La prima indagine sistematica italiana sul rischio di obesità nell’ambito della salute mentale, condotta in sei Regioni dalla Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), evidenzia che il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi dedicati presenta obesità, a fronte di circa il 10% nella popolazione generale. Il divario risulta ancora più marcato tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni: 13,7% contro il 5,5%, con una probabilità quasi tripla per chi è in carico alle strutture specialistiche.

«È una delle principali malattie croniche del nostro tempo e incide in modo significativo sulle persone con disturbi psichici», spiegano Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, presidenti della Sinpf. Numerosi studi dimostrano che chi soffre di depressione, disturbo bipolare o schizofrenia presenta un rischio doppio di sovrappeso e obesità rispetto alla media.

Obesità infantile e lotta allo stigma

Sul fronte pediatrico, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha sviluppato un programma multidisciplinare rivolto ai bambini tra i 6 e gli 11 anni, con l’obiettivo di ripristinare in modo duraturo l’equilibrio delle vie neurali che regolano il metabolismo e correggere la disfunzione metabolica. Il percorso integra educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di stili di vita corretti e coinvolgimento attivo dei genitori. In questo contesto, una dieta “sugar free” ha mostrato miglioramenti nei piccoli pazienti già nell’arco di dieci giorni.

«Non basta prescrivere un piano alimentare», sottolinea Melania Manco, dell’Unità di ricerca di Medicina predittiva e preventiva dell’ospedale. «È necessario un intervento precoce, integrato e radicato nel contesto familiare, sfruttando una finestra temporale in cui la biologia consente di ristabilire il fisiologico controllo metabolico».

In occasione della ricorrenza internazionale, anche il mondo associativo ha rinnovato l’appello a contrastare lo stigma e a rafforzare le tutele. «Non si tratta di una colpa, bensì di una malattia complessa e multifattoriale. Tuttavia molte persone subiscono ancora conseguenze sul piano sociale e rinunciano a curarsi per vergogna, discriminazione o carenza di adeguate protezioni», afferma Iris Zani, presidente dell’associazione Amici Obesi, che ha invitato le principali istituzioni a illuminare di blu le proprie sedi in segno di vicinanza ai pazienti.

 

 

Letizia Demontis