Tre libri diversi, un unico filo: non promettono felicità, ma verità. E ci ricordano che la motivazione più autentica non nasce dal successo, ma dal coraggio di attraversare le emozioni e continuare, ogni giorno, a sentirsi vivi.
MariazzurraLai
Le otto montagne di Paolo Cognetti
Un romanzo fatto di passi lenti, di silenzi, di montagne che non sono solo un luogo ma uno stato dell’anima. È la storia di un’amicizia maschile, di due modi opposti di stare al mondo: c’è chi resta e chi parte. La motivazione qui non è “diventare qualcuno”, ma capire chi si è davvero. E forse il libro ci suggerisce che crescere non significa arrivare lontano, ma restare fedeli a ciò che sentiamo.
Fai bei sogni di Massimo Gramellini
Un libro che nasce da una perdita, da un dolore infantile mai risolto, e che diventa un dialogo con il passato. Gramellini non cerca risposte facili, non consola: racconta. E nel raccontare ci mostra che la vera forza non è dimenticare, ma imparare a convivere con ciò che ci ha feriti. È una motivazione intima, quasi sussurrata: si può andare avanti, anche portandosi dietro le crepe.
Ogni mattina a Jenin
Una storia potente, intensa, che parla di una famiglia, di un popolo, ma soprattutto di esseri umani. Qui l’emozione è totalizzante: amore, perdita, identità, resistenza. È un libro che fa male, ma è un male necessario, perché ci ricorda che anche quando tutto sembra andare perduto, l’umanità, l’amore, la dignità restano. E questo, forse, è il più grande messaggio motivazionale che possiamo ricevere.
@MariazzurraLai