News

Attualità
18 Settembre 2026

Il 19 settembre la prima Giornata nazionale dell’Educazione Emozionale

In oltre 30 città italiane incontri, laboratori e workshop gratuiti per bambini, famiglie, insegnanti ed educatori. In Sardegna appuntamento a Sassari. Al centro la capacità di riconoscere e gestire emozioni, paure, frustrazioni e conflitti
Immagini da pixabay.com

Saper leggere e scrivere, conoscere la matematica e le scienze. Ma anche imparare a dare un nome alla paura, affrontare una frustrazione, gestire un conflitto o riuscire a chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno. È da questa idea di educazione, che non si limita alle competenze tradizionali ma comprende anche la sfera emotiva, che nasce la prima Giornata nazionale dell’Educazione Emozionale, in programma sabato 19 settembre 2026.

L’iniziativa coinvolgerà contemporaneamente oltre 30 città italiane con seminari, workshop, incontri e laboratori gratuiti. La giornata è promossa dalla RIEEB – Red Internacional de Educación Emocional y Bienestar – e dall’Accademia della Pedagogia Viva, con la collaborazione della rete delle Ambasciatrici della Pedagogia Viva e delle studentesse del Master in Educazione Emozionale e Benessere. 

L’obiettivo è portare l’attenzione su una dimensione sempre più centrale nella crescita di bambini e ragazzi, ma che riguarda anche gli adulti: la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, comprenderle e imparare a regolarle. L’educazione emozionale punta infatti allo sviluppo delle competenze socio-emotive e alla costruzione di relazioni più consapevoli, diventando anche uno strumento di prevenzione del disagio e dei comportamenti impulsivi o aggressivi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

La prima Giornata nazionale non è quindi rivolta soltanto agli studenti. Le iniziative coinvolgono bambini e adolescenti, genitori, famiglie, insegnanti, educatori e professionisti del mondo educativo, con attività differenziate. Il messaggio di fondo è che il benessere emotivo non debba essere considerato un elemento accessorio dell’educazione, ma una parte della formazione della persona.

Un tema che acquista un significato particolare proprio all’inizio dell’anno scolastico. Nel 2026/27 è partita inoltre una sperimentazione nazionale sulle competenze socio-emotive e sulla loro incidenza nei processi di apprendimento, con una rete di istituti coordinata scientificamente dal Politecnico di Milano. L’iniziativa si colloca nel percorso aperto dalla legge 22 del 2025, che ha riconosciuto il valore delle competenze non cognitive e trasversali nel sistema scolastico.

Il 19 settembre saranno organizzate attività in diverse parti d’Italia. A Torino, per esempio, sono previsti percorsi specifici per docenti, adolescenti e famiglie, con workshop dedicati all’educazione emozionale in classe e attività esperienziali per imparare ad attraversare e comprendere le emozioni. 

A Bari la Biblioteca Lucrezia Iurlo ospiterà “Pagine Vive – il festival delle emozioni in biblioteca”, con formazione per insegnanti, attività per bambini e genitori, letture, giochi cooperativi, psicomotricità e momenti dedicati alle famiglie. 

In Valle d’Aosta, a Jovençan, l’iniziativa “Radici emotive” proporrà invece un pomeriggio tra arte, yoga e dialogo, aperto gratuitamente a famiglie, insegnanti ed educatori.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Anche la Sardegna parteciperà alla prima Giornata nazionale. L’appuntamento individuato nell’Isola è a Sassari, negli spazi de La Melina – Educazione in natura per l’infanzia, in Strada Vicinale Mascarello 6.

Sabato 19 settembre, dalle 11 alle 19, saranno proposti incontri, laboratori ed esperienze dedicati alle emozioni, al benessere e alla crescita, pensati per bambini, famiglie e adulti e inseriti in un contesto immerso nella natura. L’iniziativa sassarese ha il patrocinio del Comune di Sassari e l’ingresso è gratuito. 

Il principio che lega gli appuntamenti organizzati in tutta Italia può essere riassunto in una domanda: mentre bambini e ragazzi vengono accompagnati nell’apprendimento delle materie scolastiche, quanto spazio viene riservato all’apprendimento di ciò che accade dentro di loro?

Riconoscere rabbia, paura, tristezza o frustrazione, riuscire a comunicarle senza trasformarle in aggressività, sviluppare empatia e imparare a gestire un conflitto sono competenze che incidono sulla vita scolastica, familiare e sociale. Ed è proprio questo il messaggio della prima Giornata nazionale: educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma fornire gli strumenti per comprendere se stessi, gli altri e le relazioni che costruiamo ogni giorno.

 

 

 

@Redazione Sintony News