
Meno voli durante l’inverno e la prospettiva di biglietti più costosi nel 2027. Ryanair cambia i programmi per i prossimi mesi nel tentativo di contenere l’impatto dell’aumento del prezzo del carburante, condizionato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle limitazioni al traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.
La compagnia irlandese ha rivisto al ribasso le previsioni per l’esercizio finanziario che terminerà a marzo 2027, portando da 216 a 214 milioni l’obiettivo di passeggeri. Il piano prevede anche una riduzione della capacità tra novembre 2026 e marzo 2027, periodo tradizionalmente meno redditizio per il trasporto aereo.
Una strategia che punta a limitare l’esposizione al caro jet fuel e che, secondo le stime della compagnia, potrebbe contenere le perdite della stagione invernale per una cifra compresa tra 70 e 100 milioni di euro. Al momento Ryanair non ha però indicato quali rotte e quali aeroporti saranno interessati dalla riduzione dei collegamenti. Complessivamente, il traffico previsto nei cinque mesi dovrebbe comunque restare vicino ai livelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.
A limitare almeno nell’immediato gli effetti dell’impennata dei prezzi è la politica di copertura adottata dalla compagnia. Ryanair ha già bloccato il costo di circa l’80% del carburante necessario per l’esercizio 2026-2027, a un valore equivalente a circa 67 dollari al barile. Resta tuttavia esposto alle oscillazioni del mercato il restante 20%.

Le maggiori preoccupazioni riguardano soprattutto il prossimo esercizio finanziario, quando la percentuale di carburante già acquistata o coperta a prezzi prestabiliti sarà decisamente più bassa. Se le quotazioni del petrolio dovessero mantenersi elevate fino all’estate del 2027, la conseguenza potrebbe essere un significativo aumento delle tariffe dei voli europei a corto raggio. Uno scenario che potrebbe coinvolgere l’intero settore, soprattutto le compagnie meno protette dalle oscillazioni del costo del carburante.
La revisione dei programmi arriva dopo un’estate che, sul fronte dei passeggeri, ha invece confermato la crescita di Ryanair. Ad agosto la compagnia ha trasportato 22,2 milioni di persone, il 6% in più rispetto ai 21 milioni dello stesso mese del 2025, con un tasso di riempimento degli aeromobili del 96%.
Nei dodici mesi terminati ad agosto i passeggeri hanno raggiunto quota 214,4 milioni, in aumento del 5%. Nel solo mese di agosto sono stati effettuati oltre 120.500 voli, mentre più di 400 collegamenti sono stati cancellati a causa delle eruzioni dell’Etna.
Il bilancio della stagione estiva dovrebbe comunque restare positivo: tra aprile e ottobre Ryanair prevede circa 145 milioni di passeggeri, contro i 138 milioni dell’anno precedente. La compagnia si aspetta inoltre di chiudere in utile l’esercizio finanziario fino a marzo 2027, anche se con risultati inferiori al record dell’anno precedente. A pesare sulle prospettive saranno soprattutto l’andamento del petrolio e l’evoluzione delle tensioni internazionali.
@Redazione Sintony News