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4 Settembre 2026

El Niño, l’allarme dell’Onu: "Il pianeta entra nella zona di pericolo del clima estremo"

Guterres avverte sui rischi di un fenomeno di dimensioni eccezionali, destinato a persistere fino a febbraio. Siccità, alluvioni e incendi potrebbero aggravarsi in diverse aree del mondo, mentre cresce il timore che il 2027 possa segnare nuovi record di temperatura

El Niño si sta rafforzando e potrebbe diventare uno dei fenomeni climatici più intensi mai osservati, aggiungendo ulteriore calore a un pianeta già alle prese con gli effetti del riscaldamento globale. A lanciare l'allarme è il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che parla di uno scenario nel quale il mondo sta entrando nella «zona di pericolo» degli eventi meteorologici estremi.

«El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche», ha avvertito Guterres, sottolineando come l'aumento delle temperature stia portando il sistema climatico verso condizioni sempre più difficili da prevedere e gestire.

Le stime dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale indicano che il fenomeno è destinato a diventare molto intenso e che con ogni probabilità continuerà almeno fino a febbraio.

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El Niño è un fenomeno naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico equatoriale. Le sue conseguenze, tuttavia, non rimangono confinate a quella regione: modificando la circolazione atmosferica, può alterare piogge e temperature in vaste aree del pianeta.

Il timore degli esperti è che questa volta il fenomeno si sovrapponga a temperature globali già eccezionalmente elevate, amplificando gli eventi estremi.

«El Niño ha il potenziale di infliggere un colpo devastante alle comunità e alle economie di tutto il mondo», ha dichiarato Celeste Saulo, segretaria generale dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Gli effetti sarebbero in parte già visibili: dall'aggravamento degli incendi in Indonesia all'indebolimento delle piogge monsoniche in India. Con l'intensificarsi del fenomeno potrebbe aumentare anche il pericolo di incendi in Australia, mentre alcune zone del Sudamerica potrebbero affrontare precipitazioni e alluvioni più violente.

La portata del rischio ha spinto l'Organizzazione Meteorologica Mondiale a rafforzare il coordinamento con i servizi meteorologici e idrologici nazionali.

Secondo Saulo, in mezzo secolo di attività l'organizzazione non aveva mai messo in campo una mobilitazione di queste dimensioni per affrontare un episodio di El Niño.

L'obiettivo è migliorare previsioni e sistemi di allerta, soprattutto nei territori più vulnerabili, per permettere alle autorità di prepararsi in anticipo a siccità, inondazioni, incendi e altre conseguenze potenzialmente pericolose per la popolazione e le attività economiche.

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Particolare preoccupazione riguarda l'effetto che El Niño potrebbe avere sulle temperature globali.

Le proiezioni indicano il rischio che il 2027 possa segnare nuovi primati di caldo. El Niño, infatti, tende ad aumentare temporaneamente la temperatura media globale e il suo contributo si sommerebbe al riscaldamento di lungo periodo prodotto dall'accumulo dei gas serra nell'atmosfera.

Secondo le valutazioni riportate dal Guardian, l'attuale episodio potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale, potenzialmente senza precedenti su scale temporali molto lunghe.

Proprio la combinazione tra la variabilità naturale rappresentata da El Niño e il cambiamento climatico di origine antropica viene indicata come uno degli elementi di maggiore preoccupazione.

Le conseguenze non riguardano soltanto le temperature. Siccità prolungate e precipitazioni eccezionali possono compromettere raccolti, disponibilità di acqua e allevamenti, con effetti particolarmente pesanti nei Paesi economicamente più fragili.

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Il Programma Alimentare Mondiale ha già avvertito che gli effetti di El Niño potrebbero contribuire a spingere circa 50 milioni di persone verso condizioni di fame acuta.

Il problema, dunque, non è soltanto climatico. L'aumento degli eventi estremi rischia di tradursi in una crisi economica, sociale e alimentare, colpendo con maggiore forza le comunità che dispongono di meno risorse per adattarsi.

Il messaggio delle Nazioni Unite è quindi quello di prepararsi in anticipo. Previsioni più accurate, sistemi di allerta e piani di prevenzione possono limitare le conseguenze immediate, ma sullo sfondo rimane la questione più grande: un El Niño eccezionalmente intenso sta arrivando in un mondo già molto più caldo rispetto al passato, aumentando il rischio che fenomeni naturali conosciuti producano conseguenze sempre più estreme.

 

 

@Redazione Sintony News