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31 Agosto 2026

Rientro a scuola, attenzione allo “scivolamento estivo”: come preparare i bambini dopo le vacanze

Dopo oltre due mesi lontani dai banchi attenzione e capacità di apprendimento possono diminuire, mentre cresce l’ansia per il ritorno in classe. Dalla routine del sonno alla riduzione degli schermi, i consigli della psicologa infantile Rosanna Breaux
Immagini da pixabay.com

Le vacanze servono. Giocare, riposarsi, vivere nuove esperienze e persino annoiarsi sono momenti importanti per la crescita dei bambini. Ma dopo oltre due mesi lontani da quaderni, orari e lezioni, tornare improvvisamente alla disciplina della scuola può diventare complicato. E con settembre alle porte, per molti studenti alla difficoltà di ritrovare concentrazione e abitudini si aggiunge anche l’ansia del rientro.

Gli esperti parlano di “scivolamento scolastico”, il fenomeno per cui durante la lunga pausa estiva alcune delle abilità allenate durante l’anno tendono ad affievolirsi. Alla ripresa delle lezioni attenzione e capacità di apprendimento possono quindi risultare inferiori rispetto a quelle raggiunte prima delle vacanze.

A questo si aggiunge una componente emotiva. Il ritorno alla sveglia, ai compiti, agli orari e agli impegni può rendere alcuni bambini più svogliati e distratti, ma anche preoccupati e nervosi.

Compiti delle vacanze sì o no?

È una discussione che si ripresenta puntualmente ogni estate. C’è chi considera i compiti necessari per mantenere allenate le competenze acquisite durante l’anno e chi, invece, preferisce lasciare ai bambini la possibilità di vivere pienamente le esperienze delle vacanze, affidandosi magari soltanto alla lettura.

Al di là del dibattito sui libri estivi, il punto è evitare un passaggio troppo brusco dalla libertà delle vacanze alla routine scolastica.

Rosanna Breaux, psicologa infantile e direttrice del Child Study Center della Virginia Tech University, invita innanzitutto i genitori a prestare attenzione ai segnali di ansia, che nei più piccoli non sempre vengono espressi apertamente.

Il disagio può infatti presentarsi attraverso cambiamenti emotivi e comportamentali, ma anche con manifestazioni fisiche. Mal di testa, mal di stomaco o una stanchezza insolita, quando non riconducibili a una patologia, possono essere collegati proprio all’ansia.

Prepararsi una o due settimane prima

Per rendere meno traumatico il passaggio dalle vacanze ai banchi, l’esperta suggerisce di cominciare gradualmente a ricostruire la routine già una o due settimane prima dell’inizio delle lezioni.

Il primo passo riguarda smartphone, tablet, televisione e videogiochi: è utile tornare a stabilire limiti precisi al tempo trascorso davanti agli schermi.

Può aiutare anche dedicare ogni giorno tra i 30 e i 60 minuti alla lettura oppure a semplici esercizi di scrittura e matematica. Non deve trasformarsi in un anticipo della scuola, ma in un modo per riabituare progressivamente la mente alla concentrazione.

Importante anche il ruolo dei genitori: stare accanto ai figli può essere utile, ma senza sostituirsi a loro nello svolgimento degli esercizi e senza trasformare eventuali difficoltà in motivo di conflitto.

Fondamentale, infine, ripristinare gradualmente gli orari del sonno. Andare a letto molto tardi e svegliarsi a metà mattina fino all’ultimo giorno di vacanza rende infatti più difficile affrontare improvvisamente la sveglia scolastica.

Sonno, movimento e organizzazione: le regole per la ripartenza

Una volta tornati in classe, la parola chiave diventa continuità. Gli orari per andare a letto e svegliarsi dovrebbero rimanere il più possibile costanti anche durante il fine settimana, perché un sonno adeguato è essenziale sia per le capacità cognitive sia per il benessere fisico.

Spazio anche all’attività all’aperto. Circa 30-45 minuti di esercizio moderato per cinque giorni alla settimana possono aiutare i bambini nella gestione delle emozioni e favorire la concentrazione.

Infine, una buona organizzazione familiare può alleggerire lo stress delle mattine. Preparare la cartella, la borraccia e i vestiti la sera precedente evita corse e tensioni prima di uscire di casa. Anche programmare insieme pasti e merende della settimana, privilegiando alimenti equilibrati rispetto al junk food, può contribuire a ricostruire una routine.

Il rientro a scuola, insomma, non deve necessariamente coincidere con una brusca fine dell’estate: anticipare gradualmente orari e abitudini può rendere settembre più semplice sia per i bambini sia per i genitori.

 

 

 

@Redazione Sintony News