
La Sardegna continua a fare i conti con un numero di blackout ben superiore rispetto al resto d’Italia e l’ondata di caldo estremo di questi giorni rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Secondo un’elaborazione pubblicata dal Sole 24 Ore, basata sui dati dei principali distributori di energia, ogni utenza nell’Isola subisce in media nove interruzioni di corrente all’anno, quasi il doppio della media nazionale, che si ferma a 4,9. Nel conteggio non rientrano gli interventi programmati o annunciati in anticipo, ma solo i guasti improvvisi.
Le cause sono diverse: infrastrutture in parte datate, manutenzioni non sempre tempestive e condizioni meteorologiche sempre più estreme. Se in inverno a mettere in crisi la rete sono tempeste e cicloni, in estate è il caldo torrido a rappresentare la principale minaccia.

Con il termometro destinato a sfiorare i 45 gradi e temperature notturne molto elevate, aumentano infatti le sollecitazioni sulla rete elettrica. I cavi interrati, soprattutto nelle aree urbane, faticano a disperdere il calore accumulato, mentre i consumi crescono per l’uso massiccio dei condizionatori. Una combinazione che può favorire nuovi guasti anche sugli impianti più recenti.
I blackout hanno interessato negli ultimi mesi numerose zone dell’Isola. Tra i casi più significativi quello di San Pantaleo, dove a fine giugno decine di utenze sono rimaste senza elettricità per più sere consecutive. Problemi analoghi sono stati segnalati anche a Tossilo, nell’Oristanese e nel Sulcis, con disagi per famiglie e attività economiche.
La situazione è stata più volte segnalata anche dall’Anci Sardegna, che ha evidenziato le ripercussioni sulle imprese e sulla vita quotidiana dei cittadini, chiedendo interventi per rendere la rete elettrica più efficiente e resistente agli eventi climatici estremi.
@Redazione Sintony News