
Rocco Siffredi non ha alcuna intenzione di lasciare il mondo che lo ha reso celebre. A 62 anni, dopo il ritorno davanti alla macchina da presa avvenuto lo scorso autunno, l'attore, regista e produttore abruzzese racconta di vivere ancora con entusiasmo il proprio lavoro, pur ammettendo che il tempo presenta il conto.
In una lunga intervista al Corriere della Sera, Siffredi, all'anagrafe Rocco Antonio Tano, parla senza filtri della sua carriera, della famiglia, dei progetti futuri e del difficile rapporto tra i giovani e la sessualità nell'era dei social.
L'attore riconosce che affrontare oggi le stesse performance degli anni della giovinezza comporta inevitabili conseguenze fisiche.

Confessa di soffrire spesso di forti dolori alla schiena dopo le giornate di lavoro, ma assicura che il piacere di continuare a svolgere un'attività che considera parte integrante della propria identità supera qualsiasi fatica.
Il ritorno sul set, spiega, è arrivato dopo un periodo particolarmente difficile sotto il profilo personale e familiare. Proprio in quel momento ha sentito il bisogno di tornare nell'ambiente in cui, racconta, riesce a esprimere con maggiore naturalezza la propria personalità e la voglia di vivere.
Parallelamente alla carriera nel settore hard, Siffredi torna anche sul grande schermo con Blue, il nuovo film diretto da Eleonora Puglia, in uscita nelle sale italiane il 23 luglio.
Nel lungometraggio interpreta il padre di una ragazza adolescente che condivide in rete contenuti intimi, affrontando un tema delicato legato all'esposizione dei più giovani sui social e alle conseguenze psicologiche di determinate scelte.
È proprio questo progetto a offrirgli lo spunto per una riflessione più ampia sull'evoluzione della sessualità tra le nuove generazioni.
Secondo Siffredi, molti adolescenti vivono oggi un rapporto distorto con il sesso, influenzato dalla ricerca della visibilità online.
L'attore osserva come numerose ragazze vedano piattaforme come OnlyFans come una prospettiva desiderabile, salvo poi ritrovarsi coinvolte in situazioni molto diverse da quelle immaginate.
A suo giudizio, dietro molte di queste decisioni non ci sarebbe una scelta realmente libera, ma un percorso condizionato da pressioni esterne e aspettative irrealistiche, con effetti che possono compromettere rapporti familiari e benessere psicologico.
Pur essendo uno dei simboli del cinema per adulti, Siffredi sostiene che oggi il clima culturale sia meno aperto rispetto agli anni Novanta.
Ricorda un periodo in cui il settore godeva di una maggiore esposizione mediatica e di eventi dedicati che richiamavano migliaia di persone, mentre oggi, a suo avviso, il consumo della pornografia avviene prevalentemente in modo individuale attraverso il web, impoverendo anche la dimensione sociale del fenomeno.
Parlando della famiglia, racconta di aver sempre cercato, insieme alla moglie Rózsa Tassi, conosciuta dal pubblico come Rosa Caracciolo, di tenere i due figli lontani dal mondo del porno.
Entrambi oggi collaborano con lui, ma con ruoli completamente diversi. Leonardo si occupa degli aspetti imprenditoriali e della gestione di contenuti digitali, mentre Lorenzo, dopo aver abbandonato la carriera sportiva a causa di un grave problema cardiaco, lavora a un progetto dedicato all'educazione sessuale, coinvolgendo specialisti come psicologi, sessuologi e medici.
Siffredi precisa però che nessuno dei due ha mai espresso il desiderio di seguirlo davanti alla telecamera.
L'intervista assume toni più intimi quando l'attore ripercorre l'infanzia trascorsa a Ortona.

Parla con affetto della madre Carmela, profondamente segnata dalla perdita di un figlio e da una lunga malattia, ricordandola come una figura capace di comprendere fin da subito il suo carattere.
Più severo invece il giudizio nei confronti del padre Gennaro, del quale critica alcuni comportamenti, pur riconoscendo di aver ereditato da lui la passione per la seduzione e la profonda attrazione verso il mondo femminile.
Da oltre venticinque anni Rocco Siffredi vive a Budapest, dove ha costruito la propria attività professionale.
Guardando al futuro, rivela anche di essere in contatto con il regista Matteo Garrone. Per il momento il loro rapporto si limita a una consulenza, ma l'attore non esclude la possibilità di prendere parte a un futuro progetto cinematografico, magari con un piccolo ruolo, lontano dal mondo che lo ha reso celebre ma sempre davanti alla macchina da presa.
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