News

Attualità
1 Luglio 2026

Olbia, continua la polemica sull’ordinanza che vieta di sfamare i cani randagi

L’attivista Enrico Rizzi attacca il sindaco Settimo Nizzi e annuncia assistenza legale per chi verrà sanzionato

Non si arrestano le polemiche sull’ordinanza firmata dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che vieta di dare cibo ai cani randagi nella zona industriale del Cipnes. Il provvedimento, adottato per agevolare le operazioni di cattura degli animali e contenere il fenomeno del randagismo, è stato motivato dall’amministrazione con esigenze di sicurezza, dopo le segnalazioni di cani vaganti e l’aumento della presenza di pedoni e ciclisti nell’area. Per chi viola il divieto sono previste multe da 25 a 500 euro.

A contestare duramente la decisione è l’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi, che sui social ha definito l’ordinanza «uno dei provvedimenti più disumani» letti negli ultimi tempi. «Il randagismo non si combatte lasciando gli animali morire di fame, ma con sterilizzazioni, controlli e applicando le leggi», ha scritto, sostenendo che privare i cani del cibo significhi dimostrare «totale disumanità» e ignorare la normativa vigente.

Rizzi richiama inoltre la giurisprudenza amministrativa, ricordando che, a suo dire, diversi Tribunali amministrativi regionali avrebbero annullato ordinanze analoghe perché in contrasto con la legge 281 del 1991 sulla tutela degli animali d’affezione. Da qui l’invito rivolto ai cittadini di Olbia a continuare a sfamare i cani randagi, purché nel rispetto dell’igiene e del decoro, e la promessa di offrire assistenza legale a chi dovesse essere sanzionato, presentando ricorso contro eventuali multe.

Nelle ore successive l’attivista è tornato sull’argomento, replicando alle critiche ricevute da alcune associazioni animaliste locali e da guardie ecozoofile, che lo hanno accusato di creare allarmismo. Rizzi sostiene invece che il testo dell’ordinanza vieti la somministrazione di alimenti ai cani vaganti «senza alcuna eccezione», e si chiede se il provvedimento consenta davvero ai volontari di continuare a nutrire gli animali. Ha inoltre criticato la posizione della Lida di Olbia, affermando che avrebbe dovuto chiedere la revoca o almeno la modifica dell’ordinanza, anziché difendere l’operato dell’amministrazione comunale.

L’attivista sottolinea infine che lo stesso provvedimento richiama un protocollo già attivo tra Comune, Asl e altri soggetti per la cattura, l’identificazione e la sterilizzazione dei cani randagi, chiedendo però che vengano resi noti i risultati ottenuti finora. «Il randagismo si combatte con catture, sterilizzazioni, controlli e responsabilità, non lasciando gli animali senza cibo», ribadisce. La vicenda continua così ad alimentare il dibattito tra chi considera l’ordinanza uno strumento necessario per garantire la sicurezza pubblica e chi, invece, la ritiene lesiva del benessere degli animali.

 

@Redazione Sintony News