
Il Venezuela continua a fare i conti con le conseguenze del devastante terremoto che mercoledì ha colpito il Paese con due violentissime scosse. Il bilancio provvisorio è di almeno 920 vittime e circa 3.300 feriti, mentre proseguono senza sosta le ricerche dei dispersi che al momento risultano oltre 50mila. La situazione si è ulteriormente aggravata a causa di una nuova scossa sismica di magnitudo 4,9.
Le operazioni di soccorso avanzano tra enormi difficoltà in un territorio profondamente devastato. Diversi Paesi, tra cui l'Italia, hanno già inviato aiuti e personale specializzato. In molte aree, tuttavia, gli interventi procedono a rilento e numerosi residenti denunciano la carenza di coordinamento e la lentezza dei soccorsi.
A La Guaira, la zona maggiormente colpita dal sisma, gli abitanti continuano a rimuovere le macerie con ogni mezzo disponibile nel tentativo di trovare eventuali superstiti. Il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, ha reso noto che il terremoto ha danneggiato circa 1.400 edifici.
Resta particolarmente critica anche la situazione negli ospedali, soprattutto tra Caracas e La Guaira. Diverse strutture sanitarie devono fare i conti con la scarsità di acqua potabile, antibiotici, soluzioni per flebo e anestetici, una condizione che rende ancora più complessa l'assistenza ai feriti. Nelle stesse ore, lo United States Geological Survey (USGS) aveva già segnalato una scossa di magnitudo 4,7 lungo la costa settentrionale del Paese.
La nuova scossa di magnitudo 4,9 della scala Richter è stata registrata alle 18:16 di ieri, 26 giugno, ora locale, corrispondenti alle prime ore della giornata in Italia. Secondo la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis), l'epicentro è stato localizzato a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Le informazioni sono state successivamente confermate anche dal Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS).
Sui social network migliaia di utenti hanno raccontato di aver avvertito distintamente il sisma negli Stati di Carabobo, Aragua, Miranda, La Guaira e nella capitale Caracas. Nel corso del pomeriggio, Funvisis ha inoltre registrato almeno 13 eventi sismici di intensità medio-bassa nelle aree di La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe, come riportato dai media venezuelani.
Sul fronte degli aiuti internazionali è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che da Dubrovnik, durante la trasmissione Uno Mattina Weekly su Rai 1, ha fatto il punto sull'impegno italiano. Il ministro ha annunciato che nella notte è arrivata la prima squadra di soccorso inviata dall'Italia: il primo aereo è atterrato in un aeroporto nei pressi di Caracas e i Vigili del Fuoco, insieme all'Unità di crisi della Farnesina e alla Protezione civile, sono già operativi nelle aree colpite.
Tajani ha inoltre spiegato che un secondo velivolo, con altro personale specializzato nel recupero dei feriti, raggiungerà il Venezuela nel corso della giornata. Il ministro ha definito la situazione «un quadro purtroppo tremendo» e, per quanto riguarda i connazionali presenti nel Paese, ha confermato un bilancio di tre italiani deceduti, quattro feriti e 42 dispersi.
Tra le vittime italiane del terremoto che ha devastato il Venezuela è stata infatti ritrovata senza vita Francesca Mannina, la seconda cittadina siciliana che risultava dispersa dopo il sisma. Originaria di Balestrate, in provincia di Palermo, la donna era stata cercata senza sosta nelle ore successive al terremoto. Il suo compagno, invece, era stato tratto in salvo nella giornata di ieri.
A dare la notizia è stato lo zio, Davide Emma, con un messaggio pubblicato su Facebook: «Addio, nipotina dal cuore immenso. Sei sempre stata pronta a incoraggiare, a donare speranza e ad augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che lasci è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che, fino all'ultimo, hanno condiviso con noi la speranza di poterti ritrovare sana e salva».
Sul piano degli aiuti economici, il titolare della Farnesina ha reso noto che il Governo italiano ha già disposto un primo stanziamento, assicurando la disponibilità a incrementare ulteriormente il sostegno. La prima tranche di aiuti ammonta complessivamente a cinque milioni di euro: tre milioni saranno destinati alle organizzazioni della società civile italiana già operative in Venezuela, un milione andrà alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa, mentre il restante milione sarà destinato al Programma Alimentare Mondiale.
@Letizia Demontis