News

Attualità
26 Giugno 2026

Europa, caldo estremo: dal satellite una “cappa di calore” con punte fino a 55 gradi al suolo

I dati raccolti dalla missione Copernicus Sentinel-3 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) evidenziano temperature superficiali eccezionalmente elevate

Una vasta ondata di caldo sta investendo gran parte dell’Europa e le immagini satellitari mostrano con chiarezza l’intensità del fenomeno. I dati raccolti dalla missione Copernicus Sentinel-3 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) evidenziano temperature superficiali eccezionalmente elevate, con valori che in alcune aree hanno raggiunto i 55 gradi.

Nelle mappe diffuse dall’ESA, il continente appare avvolto da una vera e propria “cappa di calore”. Le tonalità più intense, dal rosso scuro al porpora, indicano le zone dove il terreno ha raggiunto le temperature più elevate, in particolare nella Spagna centrale, nella Francia occidentale e in alcune regioni del Nord Africa. Le aree montuose, invece, mostrano valori decisamente più contenuti, rappresentati dalle sfumature azzurre.

Temperature record rilevate dal satellite

Le rilevazioni effettuate dal satellite mostrano valori impressionanti in diverse città europee. A Madrid sono stati registrati 48 gradi al suolo, mentre Roma ha toccato i 44 gradi. Temperature simili anche a Poitiers, in Francia, e a Saragozza, in Spagna, entrambe con 46 gradi.
Ancora più elevati i valori osservati nel Nord Africa, dove a Tunisi il suolo ha raggiunto i 49 gradi. Gli esperti precisano che si tratta di temperature superficiali e non della temperatura dell’aria percepita dalle persone. Materiali come asfalto, sabbia e rocce accumulano infatti grandi quantità di calore durante il giorno, raggiungendo valori nettamente superiori rispetto a quelli registrati dalle stazioni meteorologiche.


Cos’è la “cupola di calore”

Secondo gli specialisti, il fenomeno è legato alla formazione di una cosiddetta “cupola di calore”, una vasta area di alta pressione che rimane bloccata tra sistemi di bassa pressione e intrappola l’aria calda negli strati inferiori dell’atmosfera.
Questo meccanismo favorisce giornate particolarmente afose, con temperature elevate e scarsa ventilazione, aggravando gli effetti delle ondate di calore soprattutto nelle aree urbane.


Nessun collegamento diretto con El Niño

Nonostante l’eccezionalità dell’evento, gli esperti sottolineano che questa situazione meteorologica non è direttamente collegata al fenomeno climatico di El Niño. La persistente alta pressione sta però contribuendo a mantenere condizioni di caldo intenso su vaste aree del continente, con effetti che si riflettono sia sulle temperature dell’aria sia su quelle del terreno, visibili dalle immagini satellitari che mostrano un’Europa sempre più surriscaldata.
Le prossime settimane saranno decisive per capire quanto a lungo questa massa d’aria calda continuerà a influenzare il Mediterraneo e gran parte dell’Europa occidentale.

 

 

 

 

@Redazione Sintony News