
Ripensare il trasporto pubblico locale come strumento di sviluppo, inclusione sociale e contrasto allo spopolamento. È questo il tema al centro dell'incontro "Trasporto pubblico e qualità della vita. Quale riforma per la Sardegna dei prossimi vent'anni?", promosso dal Centro Studi Aldo Moro insieme al Partito Democratico e ospitato mercoledì 25 giugno negli spazi di Sa Manifattura, a Cagliari.
L'iniziativa, moderata dal giornalista Fabio Manca, ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, oltre ai vertici delle aziende del trasporto pubblico, per un confronto sul futuro della mobilità nell'Isola. Al tavolo sono intervenuti il consigliere regionale Gianluigi Piano, l'assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, l'amministratore unico di Arst Giovanni Mocci, il presidente del Ctm Fabrizio Rodin e, nelle conclusioni, il segretario regionale del Partito Democratico Silvio Lai.

Ad aprire i lavori è stato Gianluigi Piano. Il consigliere ha richiamato il divario infrastrutturale che ancora penalizza la Sardegna e la necessità di affrontarlo con una programmazione di lungo periodo. «Si è conclusa la fase di consultazione del Piano regionale dei trasporti e ora il percorso proseguirà con il piano triennale e la futura legge regionale. Le risorse oggi disponibili non sono sufficienti: occorrono maggiori investimenti perché il trasporto pubblico significa coesione territoriale, transizione ecologica e contrasto allo spopolamento. L'obiettivo è costruire un sistema moderno, sostenibile, integrato e capillare, capace di migliorare la competitività e la qualità della vita dei cittadini», ha affermato.
L'assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca ha ribadito l'urgenza della riforma, precisando però che dovrà poggiare su basi solide. «Il trasporto pubblico locale è una materia complessa e non esiste alcun obbligo che imponga di concludere la riforma entro il 31 dicembre 2026. La proposta predisposta nella precedente legislatura, a nostro avviso, non aveva un adeguato fondamento tecnico-scientifico. Oggi stiamo lavorando a un testo che sia giuridicamente solido. Il percorso è ormai avviato e a breve presenteremo i primi atti, aggiornando una normativa che non risponde più alle esigenze attuali dei territori», ha spiegato, sottolineando anche la soddisfazione nel vedere una larga partecipazione del Consiglio regionale al dibattito.

Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha invece posto l'accento sul diritto alla mobilità, ricordando come in passato si sia privilegiata la realizzazione di nuove strade a discapito del trasporto pubblico. «Per anni si è pensato che la soluzione fosse costruire più strade, arrivando persino a eliminare il tram per lasciare spazio alle automobili. Oggi molte città stanno correggendo quella scelta. Il diritto alla mobilità riguarda cittadini e turisti e passa attraverso un sistema di trasporto pubblico più efficiente, capace di ridurre traffico, inquinamento e incidentalità. È inoltre fondamentale rafforzare i collegamenti con le aree interne per contrastare lo spopolamento e organizzare i servizi sulla base dei reali spostamenti delle persone, superando la tradizionale distinzione tra urbano ed extraurbano», ha dichiarato.
L'amministratore unico di Arst Giovanni Mocci ha evidenziato come siano profondamente cambiate le esigenze della mobilità rispetto a quando è stato progettato l'attuale sistema. «La riforma dovrà ridefinire la governance senza modificare il ruolo delle aziende, che possiedono già competenze consolidate. La vera sfida è arrivare al biglietto unico, garantire coincidenze efficienti e integrare tutte le modalità di trasporto, offrendo ai cittadini un servizio realmente connesso, semplice e accessibile», ha osservato.

Anche il presidente del Ctm, Fabrizio Rodin, ha definito quella attuale una fase cruciale per il futuro della mobilità regionale. «Sempre più cittadini scelgono il trasporto pubblico e il sistema deve essere pronto a rispondere a questa crescita. Il Ctm garantisce già circa 1.300 corse al giorno, ma la domanda continua ad aumentare. Servono maggiori risorse e una piena integrazione tra trasporto urbano ed extraurbano, valorizzando il lavoro delle aziende che operano sul territorio», ha sottolineato.
Nelle conclusioni, il segretario regionale del Partito Democratico Silvio Lai ha ribadito la necessità di considerare il trasporto pubblico come un investimento strategico. «Il trasporto non è un costo, ma un valore aggiunto per la comunità. È necessario rafforzare la collaborazione tra aziende come Arst e Ctm e aprire un tavolo permanente di confronto per superare le criticità ancora esistenti. Dobbiamo decidere oggi come disegnare la Sardegna dei prossimi anni, costruendo collegamenti che uniscano i territori e contrastino lo spopolamento. Una riforma di questa portata deve nascere dal confronto con le comunità locali e dalle esperienze maturate nei territori», ha concluso.
@Letizia Demontis