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20 Giugno 2026

Bagnini introvabili, allarme sulle spiagge italiane: “Senza assistenti non si può aprire”

La stagione estiva entra nel vivo ma cresce la carenza di personale qualificato. Le associazioni di categoria chiedono incentivi e criticano la riforma del settore

Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle presenze sulle coste italiane, torna d’attualità una questione che preoccupa operatori turistici e gestori degli stabilimenti balneari: la difficoltà nel reperire assistenti bagnanti qualificati. Una carenza che rischia di avere ripercussioni non solo sull’organizzazione delle attività turistiche, ma soprattutto sulla sicurezza dei bagnanti.

Secondo le associazioni di categoria, il problema non è nuovo ma negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti. A pesare è innanzitutto il cambiamento demografico: diminuisce il numero dei giovani disponibili a svolgere lavori stagionali e cresce la preferenza per occupazioni più stabili e continuative durante l’anno.

A questo si aggiunge il fatto che il lavoro dell’assistente bagnanti comporta responsabilità elevate e richiede una preparazione specifica. Per ottenere l’abilitazione è infatti necessario seguire un percorso formativo di almeno cento ore, superare prove teoriche e pratiche e ottenere il brevetto sotto la supervisione delle Capitanerie di Porto.

Gli operatori del settore sottolineano come, a differenza di altre mansioni stagionali nel turismo, quella dell’assistente bagnanti risulti oggi meno attrattiva per molti giovani. Camerieri e addetti alla ristorazione, ad esempio, possono contare anche sulle mance e su una maggiore flessibilità, mentre chi vigila sulla sicurezza in mare deve assumersi responsabilità significative per tutta la durata del servizio.

Il tema della sicurezza resta centrale. I dati dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti nelle acque di balneazione, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e istituito dal Ministero della Salute, evidenziano che in Italia si registrano ogni anno circa 350 morti per annegamento. Un dato che conferma l’importanza della presenza di personale qualificato lungo le coste. Le statistiche mostrano inoltre che gli episodi mortali risultano più frequenti nelle spiagge libere rispetto a quelle gestite e presidiate da servizi di sorveglianza.

Per fronteggiare la carenza di personale, molti imprenditori hanno iniziato a cercare lavoratori anche all’estero. Una soluzione che però presenta diversi ostacoli, legati sia alle procedure burocratiche per l’assunzione sia alla gestione dei lavoratori al termine della stagione estiva.

Le associazioni di categoria chiedono quindi un intervento del Governo attraverso misure di incentivazione. Tra le proposte avanzate figura il riconoscimento di titoli preferenziali nei concorsi pubblici per chi ha svolto attività di assistente bagnanti, considerata una funzione di interesse collettivo. L’obiettivo è valorizzare una professione che contribuisce concretamente alla tutela della vita umana e alla sicurezza delle località balneari.

Sul tavolo c’è anche il dibattito sulle recenti modifiche normative introdotte dal Decreto Ministeriale 85 del 2024. Diverse organizzazioni del comparto ritengono che la riforma abbia avuto effetti negativi sul sistema di formazione e reclutamento. Secondo i rappresentanti del settore, la nuova disciplina avrebbe ridotto il numero dei brevetti rilasciati, aumentato i costi dei corsi e reso più difficile il reperimento di personale qualificato da parte di stabilimenti e strutture turistiche.

Particolarmente contestata è la decisione di elevare a 18 anni l’età minima per esercitare la professione. Una scelta che, secondo gli operatori, ha ristretto ulteriormente il bacino di potenziali lavoratori proprio in una fase in cui il settore fatica a trovare nuove risorse. In diverse località si è reso necessario ricorrere a deroghe per consentire anche ai minorenni di svolgere l’attività durante la stagione balneare.

Mentre le spiagge si preparano ad accogliere milioni di turisti, il comparto lancia dunque un nuovo appello alle istituzioni. La richiesta è quella di intervenire rapidamente per garantire un numero adeguato di assistenti bagnanti e assicurare un’estate all’insegna della sicurezza lungo le coste italiane.

 

 

@Redazione Sintony News