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19 Giugno 2026

Strage di cuccioli di elefante marino: l’influenza aviaria devasta una colonia in Australia

Oltre 13 mila piccoli morti nelle remote isole sub-antartiche di Heard e McDonald. Gli scienziati parlano di uno dei peggiori disastri faunistici causati dal virus H5N1 e temono nuove conseguenze per gli ecosistemi dell’emisfero sud

Una tragedia silenziosa si sta consumando in una delle aree più remote del pianeta. Nelle isole di Heard e McDonald, territorio australiano situato nell’Oceano Australe tra l’Australia e l’Antartide, l’influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 ha provocato la morte di oltre 13 mila cuccioli di elefante marino australe, causando un crollo senza precedenti della popolazione locale.  

I dati emergono dalle rilevazioni effettuate dagli scienziati dell’Australian Antarctic Program attraverso sopralluoghi sul campo e centinaia di voli con droni. Le immagini raccolte tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 hanno mostrato spiagge letteralmente ricoperte di carcasse. In alcune colonie la mortalità dei piccoli ha raggiunto il 97%, mentre la media sull’intero arcipelago si attesta intorno al 76%. Numeri impressionanti se si considera che, in condizioni normali, la mortalità dei cuccioli non supera generalmente il 5%.  

Secondo i ricercatori, il virus sarebbe arrivato nelle isole attraverso gli spostamenti della fauna selvatica proveniente dall’arcipelago francese delle Crozet, a circa 1.800 chilometri di distanza. Le analisi genetiche indicano che il contagio potrebbe essere iniziato nell’agosto del 2025, diffondendosi rapidamente tra specie che vivono a stretto contatto nelle aree di riproduzione.  

L’epidemia non ha colpito soltanto gli elefanti marini. La presenza del virus è stata infatti confermata anche in pinguini reali, pinguini Papua, otarie antartiche e diverse specie di uccelli marini. Centinaia di pinguini adulti sono stati trovati morti, alimentando le preoccupazioni degli esperti per l’equilibrio di un ecosistema particolarmente fragile e isolato.  

La scoperta rappresenta anche un campanello d’allarme per l’Australia. Sebbene il virus non abbia ancora provocato epidemie diffuse sul territorio continentale, le autorità stanno monitorando attentamente la situazione dopo la recente individuazione di casi sospetti in uccelli migratori dell’Australia occidentale.

Gli esperti temono infatti che la continua espansione dell’H5N1 possa mettere a rischio numerose specie selvatiche e avere conseguenze sempre più ampie sulla biodiversità.  

L’emergenza delle isole Heard e McDonald si inserisce in un fenomeno globale che negli ultimi anni ha colpito mammiferi marini e uccelli in diverse parti del mondo. Epidemie simili hanno già causato gravi perdite nelle popolazioni di elefanti marini dell’Atlantico meridionale e di leoni marini in Sud America, dimostrando come il virus abbia ormai superato i confini tradizionali delle specie aviarie.  

Per gli studiosi si tratta di una delle più gravi morie di mammiferi marini mai registrate nella regione sub-antartica. Un evento che evidenzia quanto la diffusione dell’influenza aviaria rappresenti oggi non solo un problema sanitario, ma anche una crescente minaccia per gli equilibri naturali di alcuni degli habitat più incontaminati del pianeta.

 

 

 

 

@Redazione Sintony News