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19 Giugno 2026

Cala Finanza, il Governo dà il via libera al progetto turistico: la Regione pronta al ricorso

Scontro istituzionale sul futuro della costa di Loiri Porto San Paolo. La Giunta annuncia battaglia al Tar per difendere i vincoli paesaggistici

Il Consiglio dei ministri ha respinto l’opposizione presentata dalla Regione Sardegna contro il progetto turistico-ricettivo previsto a Cala Finanza, nella zona di Punta la Greca, a Loiri Porto San Paolo. Una decisione che consente di proseguire l’iter dell’intervento edilizio e che apre un nuovo fronte di scontro tra il Governo e l’amministrazione regionale, pronta a impugnare il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale.

Al centro della vicenda c’è un’area costiera considerata tra le più pregiate del nord-est dell’isola, dove il progetto prevede la trasformazione di circa dieci ettari attualmente sottoposti a particolari tutele ambientali in una zona destinata ad attività turistico-ricettive. Il via libera è arrivato attraverso la procedura della Zes Unica per il Mezzogiorno, strumento pensato per accelerare gli investimenti e semplificare i procedimenti amministrativi, che in questo caso ha superato i pareri negativi espressi dagli enti territoriali competenti.

L’intervento si inserisce in un più ampio piano immobiliare promosso da una catena alberghiera internazionale del segmento lusso. L’investimento interessa complessivamente circa cinquanta ettari di territorio affacciati sull’area marina di Tavolara e comprende la realizzazione di un hotel a cinque stelle con cinquanta camere, trenta ville di grandi dimensioni, strutture per la ristorazione, attività commerciali, un porto turistico e un campo da golf.

La decisione del Governo ha suscitato una dura reazione della Regione. L’assessore degli Enti locali e dell’Urbanistica, Francesco Spanedda, ha evidenziato come tutte le istituzioni chiamate a esprimersi sulla tutela del territorio abbiano manifestato contrarietà all’intervento. Secondo l’esponente della Giunta, Comune, Regione e Soprintendenza avevano espresso valutazioni negative, mentre l’unico parere favorevole è arrivato dalla struttura di missione della Zes Unica.

Una vicenda già passata dalle aule giudiziarie

Il progetto è al centro di una lunga controversia amministrativa. L’autorizzazione unica era stata rilasciata il 9 febbraio 2026. Successivamente, al Comune di Loiri Porto San Paolo era stato comunicato che i lavori erano stati avviati l’11 febbraio e sospesi pochi giorni dopo, il 19 febbraio, in seguito alla prima opposizione formale della Regione.

Nel corso delle verifiche, l’ufficio urbanistico comunale aveva rilevato il taglio di vegetazione mediterranea e la realizzazione di opere considerate prive dei necessari presupposti autorizzativi. Da qui l’ordinanza di demolizione e ripristino ambientale emessa ad aprile.

La società promotrice del progetto ha però impugnato il provvedimento. Con un’ordinanza del 14 maggio scorso, il Tar Sardegna ha disposto la sospensione cautelare dell’ordine di demolizione, ritenendo necessario approfondire la natura delle opere eseguite e gli effetti prodotti dall’autorizzazione Zes prima della sua sospensione. Il giudizio di merito è stato fissato per l’11 novembre 2026.

Parallelamente, la Regione ha deciso di contestare direttamente il provvedimento autorizzativo rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ritenendo che la procedura abbia inciso sulle competenze riconosciute all’autonomia speciale della Sardegna in materia di pianificazione territoriale e tutela paesaggistica.

“La semplificazione non può aggirare le regole”

Per la Giunta regionale il caso Cala Finanza rappresenta un precedente particolarmente delicato. L’assessore Spanedda ha ribadito che la necessità di velocizzare gli investimenti non può tradursi in un superamento delle norme urbanistiche e paesaggistiche né in una compressione delle prerogative della Regione.

La contrapposizione, tuttavia, non si limita alle istituzioni. Negli ultimi mesi si è sviluppata anche una mobilitazione civica promossa da residenti e frequentatori dell’area, riuniti in un comitato spontaneo contrario all’intervento. Tra le iniziative organizzate, una passeggiata informativa lungo il litorale di Cala Finanza e Punta la Greca per richiamare l’attenzione sull’impatto ambientale delle nuove edificazioni e sul rischio incendi che interessa la zona.

Mentre il progetto ottiene il sostegno del Governo, la battaglia si sposta ora nelle aule della giustizia amministrativa. La Regione ha annunciato di voler difendere la propria posizione in ogni sede competente, considerando la vicenda non soltanto una questione urbanistica, ma un tema che riguarda il rapporto tra sviluppo, tutela del paesaggio e autonomia decisionale delle comunità locali.

 

 

 

@Redazione Sintony News