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19 Giugno 2026

Addio a Igor Protti, il bomber che ha fatto innamorare Bari e Livorno: si è spento a 58 anni

L’ex attaccante è morto dopo una lunga battaglia contro un tumore. Il commovente saluto lasciato ai suoi cari, ai tifosi e a tutti coloro che lo hanno accompagnato nel suo percorso umano e sportivo

Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Igor Protti, spentosi all'età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore che negli ultimi mesi aveva visto aggravarsi il suo quadro clinico. L'ex centravanti aveva scelto di raccontare pubblicamente la malattia.

Con la sua morte se ne va uno dei protagonisti più amati del calcio italiano tra gli anni Novanta e Duemila. Un attaccante prolifico e un uomo stimato ovunque abbia giocato, capace di lasciare un'impronta indelebile soprattutto a Bari e Livorno, città che lo hanno adottato come una vera e propria bandiera.

Attraverso il profilo pubblico dell'ex calciatore, i familiari hanno diffuso il messaggio con cui hanno annunciato la sua scomparsa: «Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che, come da sue volontà, condividiamo».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Nel testo affidato ai suoi cari, Protti ha scritto: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo. L'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia, che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicine, e tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato, per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».

 

La sua ultima apparizione pubblica risale al 25 maggio scorso, quando partecipò al matrimonio della figlia. Nonostante le condizioni fossero ormai molto gravi, non ha mai smesso di lottare, mostrando la stessa determinazione che lo aveva reso celebre sui campi di calcio. La sfida più difficile della sua esistenza l'ha affrontata fino all'ultimo istante.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Nato a Rimini il 24 settembre 1967, iniziò il proprio percorso calcistico nelle categorie minori prima di affermarsi con il Messina e, soprattutto, con il Bari. In maglia biancorossa visse l'annata più straordinaria della sua esperienza sportiva, conquistando il titolo di capocannoniere della Serie A 1995-1996 grazie a 24 reti. Un'impresa rimasta nella storia perché ottenuta in una stagione conclusa con la retrocessione del Bari, circostanza mai più verificatasi nel massimo campionato italiano.

Nel corso degli anni vestì anche le maglie di Lazio e Napoli, ma fu il legame con il Livorno a diventare il più profondo e duraturo. Tornato in amaranto nel 1999, guidò la squadra dalla Serie C fino alla Serie A, trasformandosi nel simbolo di un'intera città e nel punto di riferimento di una tifoseria che non ha mai smesso di considerarlo un idolo.

Tra i primati che ne hanno consacrato la carriera spicca quello condiviso con Dario Hübner: entrambi sono gli unici calciatori ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1, a testimonianza di una straordinaria continuità realizzativa lungo tutto il percorso professionale.

Tra i numerosi messaggi di cordoglio giunti nelle ultime ore, anche quello del giornalista Ivan Zazzaroni, che su Instagram ha ricordato l'ex attaccante con parole cariche di affetto: «Se n'è andato nella notte. Di Igor ci restano non solo i gol, tantissimi: conserveremo il ricordo della sua straordinaria umanità. Amato ovunque, oggi Livorno ha perso il suo Zar e Lucarelli un fratello».

 

 

 

 

@Letizia Demontis