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6 Giugno 2026

Bagheria, polemiche sui media britannici: riferimenti alla mafia per le nozze di Dua Lipa

Dal Telegraph al Sun, alcuni articoli sul matrimonio della cantante a Villa Valguarnera riaccendono le critiche sugli stereotipi legati alla Sicilia. Schifani: “Grave danno d’immagine per la regione”

Alcuni articoli pubblicati dalla stampa britannica in occasione del matrimonio di Dua Lipa a Bagheria hanno sollevato una nuova ondata di polemiche. I riferimenti alla mafia utilizzati dal Telegraph e dal Sun nel descrivere il contesto siciliano hanno infatti provocato reazioni istituzionali e acceso il dibattito sull’uso di stereotipi legati all’isola. Tra le voci più critiche quella del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha denunciato un danno d’immagine rilevante per il territorio.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il governatore ha commentato con fermezza la vicenda, riconoscendo però la correzione apportata dal quotidiano britannico: “Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l’inaccettabile riferimento al ‘covo della mafia’ con la dicitura ‘ex covo della mafia’. Si tratta di una rettifica doverosa, che conferma la fondatezza delle critiche espresse dalla Sicilia”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Schifani ha però evidenziato come il cambiamento non cancelli le conseguenze della pubblicazione iniziale:Il danno d’immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato significativo, perché ancora una volta la nostra regione è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora anni di sacrifici, di contrasto alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico”.

Non solo il Telegraph: anche il tabloid britannico Sun ha contribuito ad alimentare le polemiche legate al matrimonio della cantante. Il giornale ha infatti titolato: “Sole, mare e Sopranos: il passato controverso dell’isola amato dalle star”, richiamando nuovamente immagini stereotipate della Sicilia e suscitando ulteriori critiche.

 

 

 

 

@Letizia Demontis