
Jonathan Andic, figlio maggiore del fondatore di Mango Isak Andic, è stato arrestato nella mattinata di martedì 19 maggio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dell’imprenditore catalano. Il 40enne verrà trasferito al tribunale di Martorell, nei pressi di Barcellona, dove dovrà comparire davanti al giudice incaricato del procedimento.
Da mesi Jonathan Andic respinge ogni accusa, sostenendo che la morte del padre sia stata il risultato di un tragico incidente durante un’escursione. Gli investigatori spagnoli, però, hanno deciso di approfondire nuovamente il caso dopo la riapertura dell’indagine da parte del Tribunale di Istruzione numero 5 di Martorell.
Isak Andic, fondatore del marchio Mango e considerato l’uomo più ricco della Catalogna, è morto il 14 dicembre 2024 all’età di 71 anni. L’imprenditore è precipitato da un’altezza di circa 150 metri lungo il sentiero Les Feixades, un percorso escursionistico di 5,5 chilometri che collega le grotte di Salnitre all’abbazia di Montserrat.
In un primo momento, il fascicolo era stato archiviato nel gennaio 2025 per insufficienza di prove. Successivamente, tuttavia, la polizia catalana ha riaperto le indagini ipotizzando un possibile omicidio. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su Jonathan Andic, unica persona presente accanto al padre al momento della caduta.

Dopo il recupero del corpo dell’imprenditore e dei suoi effetti personali, compreso il telefono cellulare precipitato nel dirupo insieme a lui, gli investigatori hanno immediatamente avviato gli accertamenti raccogliendo la testimonianza del figlio già nel pomeriggio dello stesso giorno.
Nella fase iniziale dell’indagine, le incongruenze e le contraddizioni presenti nel racconto di Jonathan Andic erano state attribuite allo stato di shock. Il 40enne aveva spiegato agli agenti di trovarsi alcuni metri davanti al padre durante l’escursione. Secondo la sua versione, avrebbe sentito il rumore di alcune pietre cadere e, voltandosi, avrebbe visto il genitore precipitare nel vuoto.
La polizia catalana ha inoltre ascoltato diversi testimoni e familiari dell’imprenditore, tra cui Estefanía Knuth, compagna di Isak Andic all’epoca dei fatti. La donna sarebbe stata la prima persona contattata da Jonathan subito dopo l’accaduto, prima ancora della chiamata ai servizi di emergenza. Anche questo dettaglio è stato inserito tra gli elementi valutati dagli investigatori.
Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo, gli agenti sarebbero tornati più volte sul sentiero Les Feixades per effettuare ulteriori sopralluoghi e verificare la compatibilità della dinamica fornita dal figlio. Le autorità hanno inoltre analizzato il cellulare del 40enne alla ricerca di eventuali messaggi o informazioni utili a individuare un possibile movente.

Dall’inchiesta sarebbe emerso anche che Jonathan Andic si era recato nello stesso luogo pochi giorni prima della tragedia. I suoi legali hanno chiarito che quella visita sarebbe servita esclusivamente a preparare l’escursione.
Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito un rapporto familiare non sempre sereno tra padre e figlio, soprattutto riguardo alla gestione dell’azienda. Nel 2014 Isak Andic aveva affidato al primogenito la guida della società, salvo poi intervenire personalmente un anno dopo per rilanciare il marchio. Una decisione che, secondo fonti vicine all’inchiesta, avrebbe compromesso il legame tra i due.
Le tensioni familiari sarebbero aumentate ulteriormente dopo la morte del fondatore di Mango, in particolare per questioni legate all’eredità. Il testamento, firmato davanti a un notaio nel luglio 2023, prevedeva una suddivisione equa del patrimonio tra i tre figli e comprendeva anche alcuni lasciti specifici.
Nel documento veniva indicato che determinate somme di denaro e alcuni beni dovessero essere destinati a persone precise. Tra queste figurava anche Estefanía Knuth, alla quale Isak Andic aveva lasciato cinque milioni di euro. La donna, tuttavia, avrebbe giudicato insufficiente la cifra, chiedendo invece 70 milioni.
Dopo una lunga trattativa, i figli dell’imprenditore e la compagna sarebbero riusciti a raggiungere un accordo preliminare per una ripartizione di circa 30 milioni di euro.
Letizia Demontis