
Gli animali domestici cambiano le abitudini degli italiani e trasformano anche il settore turistico. Sempre più famiglie scelgono infatti di partire insieme al proprio cane o gatto, dando vita a un mercato in forte crescita che, secondo le stime, quest’estate genererà quasi 10 miliardi di euro. Eppure, nonostante i numeri, il turismo pet friendly in Italia continua a incontrare resistenze e limiti strutturali.
A fotografare il fenomeno è la ricerca “Dalla carrozzina al guinzaglio”, realizzata da Jfc, che evidenzia come oggi in Italia i cani e i gatti registrati siano circa 16,5 milioni, una cifra nettamente superiore a quella dei bambini sotto i 14 anni. Un cambiamento sociale che inizia ad avere effetti evidenti anche sul modo di viaggiare.
Secondo lo studio, saranno quasi 4 milioni le famiglie italiane che nel 2026 faranno almeno una vacanza con il proprio animale da compagnia, per un totale stimato di oltre 73 milioni di presenze turistiche e un giro economico vicino ai 9 miliardi e mezzo di euro. Un valore destinato a crescere ulteriormente, visto che il potenziale complessivo del comparto potrebbe superare i 15 miliardi.

Le mete preferite dai turisti con animali saranno soprattutto le località montane e appenniniche. Tra le regioni considerate più accoglienti per chi viaggia con cani e gatti spicca il Trentino Alto Adige, seguito da Emilia Romagna e Toscana. Per le vacanze all’estero, invece, gli italiani scelgono soprattutto Francia, Spagna e Germania.
Chi parte con il proprio pet trascorrerà mediamente oltre 12 notti fuori casa e sosterrà una spesa aggiuntiva di circa 22 euro al giorno dedicata all’animale. Un dato che conferma il peso economico crescente di questo segmento turistico.
Nonostante la domanda sia in aumento, molte strutture ricettive continuano però a mostrare prudenza verso il turismo con animali. Secondo la ricerca, il settore alberghiero italiano resta ancora fortemente orientato alle famiglie con bambini, mentre le offerte realmente dedicate ai pets sono limitate e spesso accompagnate da supplementi o restrizioni.

A pesare sono anche le difficoltà pratiche che incontrano i viaggiatori. Solo una piccola parte degli italiani dichiara infatti di non avere problemi nell’organizzare una vacanza con il proprio animale. Per la maggioranza, invece, le criticità sono numerose: trovare hotel che accettino cani e gatti, individuare mezzi di trasporto adeguati, accedere ai ristoranti o scegliere località realmente attrezzate.
Secondo Massimo Feruzzi, responsabile della ricerca Jfc, il turismo pet friendly rappresenta uno dei mercati più promettenti dei prossimi anni, ma l’Italia rischia di farsi trovare impreparata se non investirà in servizi e accoglienza dedicati. Il cambiamento sociale, infatti, è già in corso e sta modificando profondamente anche il modo di vivere le vacanze.
@Redazione Sintony News