
La Cina potrebbe raggiungere i 10 milioni di veicoli esportati nel 2026. La previsione è stata avanzata da He Yi, vice segretario generale della China Association of Automobile Manufacturers, durante l’International Forum on Chinese Automotive Industry Development di Tianjin. Qualora il dato venisse confermato, rappresenterebbe un incremento di circa il 41% rispetto ai 7,1 milioni di unità esportate nel 2025, anno in cui il Paese aveva già consolidato il proprio ruolo di primo esportatore mondiale di automobili, superando il Giappone grazie a una crescita annua del 21,1%.
I numeri registrati nei primi quattro mesi del 2026 rendono questa prospettiva particolarmente credibile. Tra gennaio e aprile sono stati esportati 3,13 milioni di veicoli, con un aumento del 61,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il mese di aprile, inoltre, ha segnato un nuovo primato con 901.000 unità spedite all’estero, in crescita del 74,4% su base annua.

A sostenere questa espansione sono soprattutto i veicoli a nuova energia. Nel 2025 le esportazioni di NEV avevano raggiunto quota 2,615 milioni di unità, raddoppiando i volumi dell’anno precedente. A distinguersi maggiormente è stato il comparto delle ibride plug-in, protagonista dell’incremento più significativo all’interno del segmento.
L’accelerazione delle vendite internazionali riflette anche le difficoltà del mercato domestico cinese. Nonostante il record di 34,4 milioni di immatricolazioni registrato nel 2025, la domanda interna continua infatti a mostrare segnali di instabilità. Nell’aprile 2026 le vendite nazionali di veicoli a nuova energia hanno subito una flessione del 10,8% rispetto all’anno precedente, inducendo un numero crescente di produttori a cercare nuove opportunità oltreconfine.
Le esportazioni stanno quindi assumendo un ruolo determinante nel sostenere la produzione e i risultati complessivi dell’industria automobilistica cinese. Una dinamica che conferma come la presenza sui mercati internazionali sia ormai diventata strategica per i principali gruppi del Paese, soprattutto in una fase in cui la forte concorrenza interna continua a comprimere i margini di redditività del settore.
Letizia Demontis