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14 Maggio 2026

Giusy Ferreri registra la sua voce contro i deepfake IA: è la prima artista europea a farlo

La cantante tutela ufficialmente il proprio timbro vocale all’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) per contrastare le imitazioni dell’intelligenza artificiale e aprire una nuova fase nella difesa dell’identità artistica

Giusy Ferreri compie un passo importante, destinato a segnare il rapporto tra musica e intelligenza artificiale. L’artista ha infatti registrato ufficialmente la propria voce come marchio presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, diventando la prima cantante europea ad adottare una tutela legale di questo tipo contro i deepfake creati dall’IA.

La scelta nasce dalla diffusione sempre più rapida di tecnologie in grado di riprodurre fedelmente voci reali partendo da pochi secondi di registrazione audio. Per questo motivo, la cantante ha deciso di proteggere il proprio timbro come elemento distintivo della sua identità artistica, trasformandolo in un bene legalmente riconosciuto.

La procedura è stata effettuata attraverso il deposito di un breve file sonoro nel quale l’artista pronuncia il proprio nome. Un frammento audio semplice ma altamente simbolico, che consente di identificare e difendere legalmente una delle voci più riconoscibili del panorama musicale italiano. A differenza del diritto d’autore, che tutela opere musicali e composizioni attraverso organismi come la SIAE, questa forma di protezione riguarda direttamente la voce come caratteristica personale e unica, assimilabile a una vera impronta sonora.

A spiegare il valore dell’operazione è stato l’avvocato della cantante, Marco Mastracci, che in un’intervista rilasciata a La Repubblica ha definito questa iniziativa un passaggio fondamentale nell’evoluzione del diritto legato all’arte e alle nuove tecnologie. Secondo il legale, la voce rappresenta oggi un patrimonio immateriale dal forte valore economico, comunicativo e artistico, che necessita di strumenti di tutela sempre più avanzati.

Mastracci ha inoltre evidenziato come, nell’era dell’intelligenza artificiale, la riconoscibilità vocale assuma un ruolo centrale anche nella prevenzione di utilizzi non autorizzati, imitazioni e riproduzioni sintetiche sempre più realistiche.

Negli Stati Uniti, iniziative simili da parte di Taylor Swift avevano già acceso il dibattito internazionale sulla protezione dell’identità digitale degli artisti. In Italia, percorsi analoghi erano stati avviati anche dal doppiatore Luca Ward, da tempo impegnato nella difesa della propria voce come elemento professionale distintivo. Tuttavia, il caso di Giusy Ferreri assume un significato particolarmente rilevante perché rappresenta il primo esempio ufficiale in Europa di registrazione della voce come marchio vocale anti-IA da parte di una cantante.

Il tema dei deepfake nel settore musicale è infatti sempre più attuale. Le nuove tecnologie consentono ormai di creare voci artificiali estremamente credibili, capaci di riprodurre inflessioni, tonalità e stile interpretativo degli artisti reali. Un’evoluzione che sta ridefinendo il confine tra creatività, identità personale e proprietà intellettuale.

Con questa decisione, l'artista apre una nuova strada per l’industria musicale europea, trasformando la propria voce in un elemento ufficialmente protetto e ponendo le basi per un possibile sviluppo delle tutele artistiche nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

 

 

 

 

Letizia Demontis